
Provenienza: Scozia
Tipologia: Blended Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon first fill, sherry e nuove
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Compass Box Whisky Co.
Prezzo: € 97,00 su Aquavitae
Sito web ufficiale: www.compassboxwhisky.com
Valutazione: 84/100
L’abbandono di John Glaser della sua creatura, Compass Box, è stato uno degli eventi sconvolgenti ma per certi versi attesi del 2024. Il cambio di maggioranza dell’azienda, due anni prima, lasciava presagire anche un cambio di passo per l’imbottigliatore, che ha portato probabilmente al distacco da parte del fondatore.
E cambiamenti ce ne sono stati, con l’abbandono di Spice Tree e The Story of the Spaniard, e l’introduzione di tre nuovi imbottigliamenti, tra cui questo Nectarosity, si dice già progettato da Glaser.
Blended composto da single malt al 64,4% (Linkwood, Balmenach e Clynelish) e single grain per la restante parte (Cameronbridge e Girvan), come sempre con la composizione ben dettagliata che potete trovare qui, tra botti ex bourbon, ex sherry anche Palo Cortado e botti nuove personalizzate, il tutto per evocare sapori di alta pasticceria.
La particolarità delle botti nuove è quella di essere usate per la maturazione iniziale dei grain, che prosegue poi in altre tipologie, mentre nelle botti “nuove ma usate” vengono messi a maturare i single malt.
Note di Degustazione
Le dolcezze sono in primo piano al naso, tra frutta (pesca, ananas sciroppato, mela, albicocca, arancia), zucchero filato, marzapane, pasta frolla e miele millefiori. Un’idea di baklava. Secondo strato di crema pasticcera, zenzero candito e un velo di cannella. Fin qui poteva essere un blended malt, ma poi arriva un fondo di acetone a ricordare la sua vera natura, che assieme a una lieve nota vinosa smorza il rischio di stucchevolezza.
La frutta cala di tono al palato, quella bianca e matura cede il passo a note rosse e acidule, più in generale la dolcezza si fa asprigna e cresce l’influsso della parte grain del blended. Ribes, lamponi e uva spina fanno la loro comparsa assieme a liquirizia dolce, con maggiore presenza di agrumi nel limone e nell’arancia rossa, mentre le spezie (zenzero, cannella, noce moscata) alzano i toni, portando avanti un animo amarotico e pungente dalle venature vegetali (foglie di tè, finocchio). Tutta la parte dolciaria è ridotta al lumicino, scampoli di pasta frolla, pasta di zucchero e mandorla solo in lunghezza, mentre pare azzerata la componente di miele e vaniglia.
Finale di media lunghezza con note amarotiche e vegetali, spezie, agrumi, frutti rossi, mandorle.
Conclusioni: Se si dovesse guardare alla coerenza tra nome e contenuto, sarebbe del tutto disattesa in bevuta, in pieno contrasto a un olfatto che prometterebbe ben altro. Un blended discreto, ma nulla più.
Valutazione: 83/100
