Whisky e dintorni

Una guida per creare i propri blended a casa

Articolo di Matt Strickland per conto di Distiller

Gli esperti di birre artigianali in un certo senso sono più fortunati rispetto agli amanti dei liquori: dopo tutto, possono crearsi legalmente la propria birra in casa. E la legalità non è una fortuna che tocca ai distillatori casalinghi.
Se sognate ogni giorno whisky o brandy, dovete accontentarvi di confinare la vostra passione al bicchiere, il che va benissimo a quasi tutti… ma per altri, l’atto della creazione aggiunge un altro aspetto pratico alla propria passione.
Magari non potete accendervi un alambicco in giardino senza che vi venga a prendere la Finanza, ma nulla vi impedisce di praticare l’onorata e antica arte del blending di distillati.

IL BLENDING CASALINGO SU MISURA
Creare un blending di distillati in casa è un hobby ricco di soddisfazioni: mescolando assieme spiriti diversi, potete produrre il vostro liquore su misura. Ovviamente si può essere molto tecnici con idrometri, cilindri graduati e pipette, oppure ci si può godere la sana anarchia della Bottiglia dell’Infinito (pratica entrata in voga da qualche anno di usare un decanter in cui riversare i fondi di bottiglia di vari distillati, creando una sorta di blend in costante divenire. N.d.T.).
Qualunque strada scegliate, ecco alcuni suggerimenti dai professionisti per cominciare.
Prima di tutto, pensate al tipo di spirito che volete creare: siete avidi appassionati di torbati Single Malt scozzesi, o vi sollazzate con i rum giamaicani? Dopo di che, pensate a cosa vi piaccia esattamente di questi distillati.
Queste domande vi aiuteranno a trovare una direzione per il vostro blend: i blender migliori concepiscono il profilo che vogliono ottenere prima di mettersi a mescolare.
Secondo, date uno sguardo alla vostra collezione di bottiglie e assaggiate tutto quello che possa portarvi verso il blend finale: per esempio, se cercate di creare un cognac fruttato, direi che potete saltare gli Ardbeg. Prendete un campione di quello che avete e prendete appunti. Anche se avete solo due bottiglie che ritenete possano funzionare, non preoccupatevi: i distillati premiati sono stati creati partendo da blend composti da due o tre parti. Dipende tutto da come vengano unite le cose.

ANNUSARE E ASSAGGIARE. RIPETERE.
Molti maestri blender, in particolare per gli scotch, diluiscono i propri campioni al 20% di alcol prima di annusarli e provarli: questo volatizza molti degli aromi e rende più semplice cogliere le note più sottili che vengono spesso mascherate dall’alta gradazione alcolica. Non dovete acquistare un misuratore alcolico da migliaia di euro per farlo in modo corretto, per molti distillati basta mescolarli in parti uguali con acqua per arrivare al 20% di gradazione alcolica. Una volta terminato di annusare e assaggiare, potete iniziare a creare il vostro blend.

SUGGERIMENTI PER IL BLENDING DEI DISTILLATI
Prima di iniziare il vostro esperimento, ci sono alcuni suggerimenti utili per partire. Primo, distillati più leggeri danno una buona base per ottenere un risultato finale molto aromatico. Per esempio, pensate al mondo dei whiskey americani: il Jack Daniel’s Old No. 7 è più leggero rispetto a un bourbon più pieno come il Knob Creek. In questo caso, usereste il Jack come “base”, aggiungendoci sopra piccole quantità di altri whiskey più pesanti come Knob Creek.
Un buon punto di partenza è far sì che la base componga circa il 50-60% del blend, ma questo è solo un suggerimento, non una regola: sentitevi liberi di sperimentare, ma tenete a mente che una base con distillato più leggero aiuta ad ampliare gli aromi dei componenti più pesanti, quindi è un bene averli nell’insieme. I blend composti solo da distillati pesanti tendono a essere disordinati e fuori fuoco. Ecco perché non si vedono molti blended malt sul mercato: prendere un gruppo di single malt e farli convivere bene assieme senza metterci un whisky più leggero è un obbiettivo duro da ottenere anche per i blender più esperti.

MISURARE E ANNOTARE
Ora, è il momento di misurare. Prendete un misuratore di liquori affidabile o, ancora meglio, investite in qualche economico cilindro graduato da circa 100 ml: questo vi consentirà una maggiore precisione. Prendete anche molti appunti: non ha senso mettersi in testa di creare il prossimo Johnnie Walker Blue Label se non sapete ricrearlo.
Unite tutto senza diluire in un vasetto o bottiglia puliti, scuoteteli un po’ e assicuratevi che tutti i componenti siano ben distribuiti. Ora annusate. Gli serve qualcos’altro? Meno di qualcosa? Uno dei componenti emerge di più o necessita di essere domato? Fa tutto parte del processo.
Una volta trovato un blend che vi soddisfi, chiudetelo in una bottiglia di vino pulita con abbastanza spazio vuoto in cima: certo, potreste bervelo subito, ma siate certi che in qualche settimana l’aria nella bottiglia aiuterà a sviluppare il matrimonio del blend, assicurandosi che tutto sia armonioso.

NON DIMENTICATE: DIVERTITEVI
Tutto questo si può fare virtualmente con qualunque distillato: se volete davvero fare gli sboroni, pensate a unire whisky di stili diversi come bourbon e uno scotch delle Lowland. O magari unire un rhum agricole con cachaça e un rum leggero portoricano? Andate fino in fondo e unite tipologie completamente diverse di distillati (suggerimento: gli American rye whiskey e i brandy di mela americani si sposano alla perfezione). La regola più importante nell’arte del blending dei distillati è divertirsi: state certi che qualunque cosa tiriate fuori, sarà unica e originale.


Il link all’articolo originale: Distiller.

I diritti del pezzo originale di cui abbiamo realizzato la traduzione e le immagini sono proprietà dei rispettivi intestatari.

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