Macallan Speyside

Macallan Amber

Recensione di un celebre NAS di Macallan, l'Amber.

Provenienza: Highlands/Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 40%
Botti di invecchiamento: Ex Sherry (First-Fill e Refill)
Filtrato a freddo: No.
Colorazione aggiuntiva: No.
Proprietà: Edrington Group
Prezzo medio: € 70,00
Sito web ufficiale: https://www.themacallan.com/it/the-macallan-amber
Recensione: 7 1/2

Macallan è una delle distillerie più note e blasonate nell’ampio panorama scozzese, per molti IL whisky per eccellenza. I diversamente giovani ricorderanno una pubblicità animata degli anni ’80, con la bottiglia che, timidamente, attendeva di unirsi alla botte (potete vederla nelle due versioni qui e qui).
Una notorietà ben meritata grazie a imbottigliamenti davvero eccellenti del passato, e alla capacità gestionale di saper imporre il proprio nome con continuità nel tempo.

Chi quel passato abbia avuto modo di conoscerlo, vi dirà che le versioni contemporanee dei loro distillati impallidiscono di fronte a quelle storiche, e che le complessità aromatiche che distinguevano il marchio si possano ritrovare solo nelle vecchie bottiglie o negli invecchiamenti più importanti (e costosi).
Ma certo non si può imputare a Macallan di non voler stare al passo con i tempi, sia per la nuovissima e modernissima sede (nominata come uno dei 100 luoghi da visitare nel 2019 dal Time Magazine), sia per le nuove linee che vengono costantemente rilasciate.
Tra queste, la serie 1824 (anno di fondazione della distilleria) lanciata tra il 2012 e il 2013, in sostituzione della Fine Oak (da molti considerata un disastro), che presentava quattro imbottigliamenti, tutti sherried, caratterizzati dalla colorazione cangiante a seconda dell’influenza delle botti utilizzate, con un’intensità cromatica (e un prezzo) crescente. Ecco quindi distribuiti i Macallan Gold, Amber, Sienna e Ruby.
Venne rilasciata anche un’ultima bottiglia, chiamata semplicemente The Macallan M, presentata in un elegante decanter e dal costo decisamente proibitivo.

Ecco quindi l’Amber, secondo per intensità cromatica della serie, rigorosamente senza coloranti (dicono) e di un bel oro chiaro (no, non ambrato).
Il naso è dolce e marmellatoso. Vaniglia, frutta candita, uvetta… un po’ come avvicinarsi a una torta, dall’aroma caldo e delicato. Non stucchevole, ma bello ruffiano.
Il palato non può che riprendere quanto percepito all’olfatto, con ancora tanta vaniglia, arancia candita, burro… dal marmellatoso si passa al briochoso (avvisate la Crusca, presto!), con un pizzico di legno e spezie che fanno capolino. Molto morbido e scorrevole, senza guizzi ma piacevole.
Il finale non è molto lungo, meno dolce e più speziato, ma sempre cremoso.

Un whisky piacione, di quelli che non metteresti nell’Olimpo dei distillati ma che si fa bere volentieri. Chi cerca sensazioni forti meglio ne stia alla larga, tutti gli altri possono gustarlo senza troppe pretese. Peraltro, si trovava a un prezzo ragionevole fino a qualche tempo fa, ora è forse un po’ sovrastimato rispetto a quanto offre.

Le recensioni degli altri:
Il bevitore raffinato
Whisky Facile
Connosr (inglese)
Wine Dharma (inglese)

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