
Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 47,8%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex vino
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Moet Hennessy
Prezzo: € 95,00 su Tannico
Sito web ufficiale: www.ardbeg.com
Scheda della distilleria
Per non smentirsi, Ardbeg torna agli imbottigliamenti estrosi in occasione dell’Ardbeg Day del 2026, ovvero la giornata dedicata alla distilleria durante il Fèis Ìle, tenutosi il 30 maggio.
La confezione, ricca di richiami all’italianità turistica, sembra realizzata da un grafico ubriaco: immagini di Ardbeg mescolate a una Vespa, cineprese e pellicole, un francobollo, la trinacria e il carretto siciliano, donne col fazzoletto in testa, tutto quello che nella testa degli scozzesi possa richiamare la Dolce Vita dell’Italia degli anni ’60. Il tutto trae ispirazione dall’affinamento di questa edizione, che a partire da una classica maturazione in botti ex bourbon ha terminato il suo invecchiamento in botti che hanno contenuto Marsala provenienti dalla Sicilia.
Creato dalla Master Blender Gillian Macdonald, prende il nome (ovviamente) dalla dolcezza del vino italiano usato per l’affinamento.
Note di Degustazione
La componente dolce dell’affinamento non è subito evidente al naso, che almeno inizialmente spinge più verso note balsamiche e vegetali, tra il mentolato e l’erba bruciata, con il fumo peculiare di Ardbeg piuttosto sottotono. È il tempo a far emergere gli aspetti fruttati, tra il candito (albicocca, ciliegie, arancia) e il fresco (prugna, mela, lamponi), assieme al comparto dolciario di confetti alle mandorle, liquirizia tipo Haribo, uvetta, miele d’acacia, panforte. C’è anche una discreta speziatura (noce moscata, pepe nero) e un fondo di legno bagnato. Giovane e poco incisivo.
Al palato pepe nero, zenzero e noce moscata aprono la strada a un fumo anche qui alquanto stranito, sospeso tra il vegetale e il costiero che poi scivola sul posacenere usato, non proprio tipico di Ardbeg, che perde consistenza relativamente a breve. Ancora vegetale, qualche tocco agrumato, note lievemente metalliche e le dolcezze dell’olfatto, che si fanno quasi prepotenti nel tempo, smorzate da punte amarotiche e da un’idea di caffè.
Finale non molto lungo, quasi stucchevole, di braci spente, note vegetali, frutta candita, sale.
Conclusioni: Qualcuno l’ha definito un whisky divisivo, io trovo difficile che qualcuno lo apprezzi davvero in quanto Ardbeg: sconclusionato, loffio, senza una vera direzione e personalità, che si dimentica in fretta.
Valutazione: 78/100
