Blended

Johnnie Walker Double Black

Recensione del Johnnie Walker Double Black, versione torbata del noto whisky blended.

Provenienza: Scozia
Tipologia: Blended Scotch Whisky
Gradazione: 40%
Botti di invecchiamento: Ex Bourbon bruciati
Filtrato a freddo: Sì.
Colorazione aggiuntiva: Sì.
Proprietà: Diageo
Prezzo medio: € 30,00
Sito web ufficiale: https://www.johnniewalker.com/en/
Recensione: 6 1/2

Probabilmente la marca di whisky più nota al mondo, dall’etichetta immediatamente riconoscibile e la classica alternativa alla cravatta quando si vuol fare un regalo genericamente maschio: quanti si saranno trovati un Johnnie Walker Red Label nell’armadietto degli alcolici dei propri genitori, intonso e coperto di polvere? Questo, o un Chivas Regal, che ha un nome altisonante e una confezione decorata che ben nasconde l’insulsaggine del contenuto…

Questo è un blended, quindi comprende diversi malt e grain whisky uniti in proporzioni variabili (a seconda degli aromi cercati dal mastro distillatore) e invecchiati assieme per un certo periodo: oltre a non sapere la provenienza dei vari distillati, a differenza del Black Label (dichiarato dodicenne) qui non si sa per quanto tempo siano stati insieme. Dato lo sterminato portafogli della Diageo, di certo sono contenute etichette di Islay (Caol Ila?), qualche speysider e highlander, mescolati nelle consuete botti ex-bourbon che, a differenza del Black Label, sono state bruciate internamente per aumentare la fumosità del prodotto finale.

Dalla bottiglia nera (devo dire più gradevole delle sorelle) versiamo il contenuto, scoprendo un whisky dal colore ambrato scuro con riflessi rossastri (ciao caramello!). Il profumo è quello che un po’ ci si aspetta viste le botti usate: forte presenza di legno bruciato, vaniglia, prugne secche e… caffè. Tanto, tanto caffè. Per chi lo ama, il naso di questo whisky è davvero gustoso.
E il caffè si ritrova al palato, accompagnato da nocciola, ancora prugne secche, miele, vaniglia, il tutto sempre avvolto dal legno bruciato (pure troppo). Non particolarmente complesso ed evoluto, i sapori si fanno sentire con scarsa convinzione, sommersi da un’idea di Islay (e qualcosina del Caol Ila si sente) che quasi ti fa sorridere.
A bevuta terminata, non resta molto: fumo, un tocco di caffè… il tutto poco duraturo e fugace.

Si capisce l’intenzione di creare una versione più aggressiva e sporca del Black Label, ma buttarci dentro un po’ di carbonella non basta: se voglio bere un whisky torbato, esistono scelte ben migliori e (quasi) altrettanto economiche. Qualche grado in più avrebbe forse giovato, ma così resta una bevuta poco incisiva.
Se volete fare un regalo maschio e non volete proprio essere banali, questo potete tranquillamente regalarlo: nel caffè espresso è davvero la morte sua!

Le recensioni degli altri:
Distiller (inglese)
The Whiskey Wash (inglese)

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