Isola di Islay Laphroaig Scozia Whisky da 0 a 50 euro

Laphroaig Select Single Malt Scotch Whisky

Recensione di un NAS dalle molteplici maturazioni
Laphroaig Select Single Malt Scotch Whisky

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 40%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon, quarter cask, ex sherry e nuove
Filtrato a freddo:
Colorazione aggiuntiva:
Proprietà: Suntory
Sito web ufficiale: www.laphroaig.com
Prezzo: € 37,50 su Spirit Academy
Scheda della distilleria

Nato nel 2010 come versione più morbida e approcciabile rispetto a quella base, questo imbottigliamento di fascia bassa della nota distilleria isolana è un po’ un mostro di Frankenstein, cucendo assieme invecchiamenti di altre versioni la cui composizione è stata scelta all’epoca dai membri di Friends of Laphroaig, il club legato alla distilleria.

La maturazione infatti vede l’assemblamento di botti ex sherry PX e oloroso, quarter cask ed ex bourbon first fill (quelle usate per il 10yo) che hanno passato circa sei mesi in botti nuove americane posizionate nelle zone più alte (e calde) della warehouse. Pare manchino botti in cui sia stato conservato il noto bitter veneziano, quindi è da escludere la provenienza italica del nome.

L’etichetta si è trasformata in Oak Select nel 2023, mantenendo di fatto la stessa ricetta, mentre questa edizione è ancora reperibile soprattutto nella GDO.

Note di Degustazione

Se è la delicatezza che si cercava, al naso è sicuramente centrata: la torba medicinale è in tono minore, quasi eterea, avvolta nella frutta tra agrumi, mela, pesca, prugne cotte e papaya. È tutto piuttosto dolciastro, con tanta vaniglia, pasta frolla, crema al limone, bastoncini di zucchero, miele d’acacia e olio di cocco, al punto da renderne la provenienza quasi irriconoscibile. Spezie azzerate, fumo iodato appena percettibile. Da aperitivo (ma sempre non quel Select).

Più oleoso alla bevuta di quanto mi aspettassi vista la gradazione, in cui la torba acquista volume, specie nel retro palato, con una vivace speziatura di pepe nero, zenzero e cannella, riprendendo (in tono minore) la natura costiera e medicinale della distilleria. Più salamoia che mare in verità, con una maggiore presenza di agrumi tra arancia e limone a scapito degli altri frutti, portando avanti radice di liquirizia, biscotti bruciacchiati e mandorle tostate, mentre il comparto dolciario finisce in retroguardia, piuttosto sopito. Fumo più evidente in lunghezza, di posacenere spento.

Finale di media lunghezza con spezie, posacenere spento, agrumi, salamoia, legno.

Al primo assaggio di tanti anni fa l’avevo trovato decisamente pessimo, riprovandolo a distanza di tempo (e con più calma) non è così tremendo, di sicuro non quanto la Legacy Edition, ma resta un whisky semplice, piacione, in cui l’unione di così tante botti non dona alcuna profondità anche (ma non solo) a causa della gradazione minima. E non costa nemmeno così poco, almeno rispetto a qualche tempo fa, quindi decisamente trascurabile.

Valutazione: 80/100

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