
Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 57,4%
Botti di invecchiamento: Nuove ed ex sherry
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: The GlenAllachie Distillers Co. Limited
Prezzo indicativo: € 100,00
Sito web ufficiale: theglenallachie.com
Scheda della distilleria
Dopo la prima e la seconda parte, prosegue il ciclo di imbottigliamenti di whisky che GlenAllachie ha dedicato all’unione (appunto, sintesi) delle botti nuove con quelle ex sherry.
Archiviati il legno americano (chinquapin) e quello scozzese, questa volta tocca alla quercia francese Limousin, proveniente dalla medesima regione del Paese, usata largamente per le botti di champagne e apprezzata per la struttura granulosa che permette grande interazione con il proprio contenuto.
Undici anni di invecchiamento complessivo e parallelo tra le due tipologie di botti, l’edizione è uscita nella prima metà del 2026 a grado pieno come le precedenti.
Note di Degustazione
Spezie del legno a profusione, che inondano il naso portandoti verso un fornaio dove sono appena usciti cinnamon roll e pane nero, al punto che a tratti sembra di avere un rye nel bicchiere. Noce moscata, cannella e pepe nero dominano le prime note, accompagnando sciroppo d’acero, zucchero muscovado, marmellata d’arancia e biscotti allo zenzero. Nel tempo la carica speziata si ammorbidisce in favore di tonalità più calde, tra caramello, caffè, cioccolato fondente, marzapane e nocciole. L’aggiunta di acqua smorza molto le spezie, facendo emergere frutti rossi, ciliegie mature e burro, ribaltando gli equilibri. Il matrimonio tra le botti funziona, seppure in punta di fioretto, tanto da venir spezzato con la diluizione.
Energico e ruggente, con ancora la spezie a entrare trionfanti al palato sempre a guida noce moscata, pepe nero e cannella, con una punta di peperoncino e cumino. Bello oleoso, caffè e cioccolato incidono maggiormente in bevuta, con una decisa iniezione di pane di segale, sciroppo d’acero e caramello. Corollario di arancia candita, ciliegie liquorose, un pizzico di sale e un retrogusto di lavanda. Anche qui, l’acqua porta detrimento, ammansendo troppo il whisky.
Finale lungo e salino, tra spezie, caffè, cacao, frutta secca, zucchero di canna, sciroppo d’acero, ciliegie mature.
Conclusioni: Quello che mi ha convinto di più dei tre, si prende i suoi rischi con spavalderia e porta a casa il risultato, con qualche piccola sbavatura su cui si può anche sorvolare visto il piacere della bevuta.
Valutazione: 88/100
