Scozia Speyside The GlenAllachie Whisky dai 100 ai 200 euro

The GlenAllachie Sinteis Part III 2014 French Virgin Oak & Oloroso Cask Single Malt Scotch Whisky

Recensione della terza uscita tra botti nuove ed ex sherry
The GlenAllachie Sinteis 2014 Part III Scottish Virgin Oak & Oloroso Single Malt Scotch Whisky

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 57,4%
Botti di invecchiamento: Nuove ed ex sherry
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: The GlenAllachie Distillers Co. Limited
Prezzo indicativo: € 100,00
Sito web ufficiale: theglenallachie.com
Scheda della distilleria

Dopo la prima e la seconda parte, prosegue il ciclo di imbottigliamenti di whisky che GlenAllachie ha dedicato all’unione (appunto, sintesi) delle botti nuove con quelle ex sherry.

Archiviati il legno americano (chinquapin) e quello scozzese, questa volta tocca alla quercia francese Limousin, proveniente dalla medesima regione del Paese, usata largamente per le botti di champagne e apprezzata per la struttura granulosa che permette grande interazione con il proprio contenuto.

Undici anni di invecchiamento complessivo e parallelo tra le due tipologie di botti, l’edizione è uscita nella prima metà del 2026 a grado pieno come le precedenti.

Note di Degustazione

Spezie del legno a profusione, che inondano il naso portandoti verso un fornaio dove sono appena usciti cinnamon roll e pane nero, al punto che a tratti sembra di avere un rye nel bicchiere. Noce moscata, cannella e pepe nero dominano le prime note, accompagnando sciroppo d’acero, zucchero muscovado, marmellata d’arancia e biscotti allo zenzero. Nel tempo la carica speziata si ammorbidisce in favore di tonalità più calde, tra caramello, caffè, cioccolato fondente, marzapane e nocciole. L’aggiunta di acqua smorza molto le spezie, facendo emergere frutti rossi, ciliegie mature e burro, ribaltando gli equilibri. Il matrimonio tra le botti funziona, seppure in punta di fioretto, tanto da venir spezzato con la diluizione.

Energico e ruggente, con ancora la spezie a entrare trionfanti al palato sempre a guida noce moscata, pepe nero e cannella, con una punta di peperoncino e cumino. Bello oleoso, caffè e cioccolato incidono maggiormente in bevuta, con una decisa iniezione di pane di segale, sciroppo d’acero e caramello. Corollario di arancia candita, ciliegie liquorose, un pizzico di sale e un retrogusto di lavanda. Anche qui, l’acqua porta detrimento, ammansendo troppo il whisky.

Finale lungo e salino, tra spezie, caffè, cacao, frutta secca, zucchero di canna, sciroppo d’acero, ciliegie mature.

Conclusioni: Quello che mi ha convinto di più dei tre, si prende i suoi rischi con spavalderia e porta a casa il risultato, con qualche piccola sbavatura su cui si può anche sorvolare visto il piacere della bevuta.

Valutazione: 88/100

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