
Provenienza: Giappone
Tipologia: Blended Whisky
Gradazione: 51,4%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex sherry
Filtrato a freddo: Sì
Colorazione aggiuntiva: Sì
Proprietà: Asahi Breweries
Prezzo: € 39,90 su Whisky Italy
Sito web ufficiale: www.nikka.com
Nel 2025 quello che è forse il whisky giapponese più popolare al mondo, ha compiuto cinquant’anni, mezzo secolo in cui la caratteristica bottiglia squadrata da 500ml è entrata nelle case di tantissimi appassionati e sicuramente in molti più bar.
È nel 2021 che il Nikka From the Barrel ha perso la dicitura di whisky giapponese, per volontà del produttore che all’epoca scelse di aderire al nuovo disciplinare (non obbligatorio) che definisce cosa meriti l’appellativo, dando corpo a quelle che sono da sempre le voci secondo cui in questo blended (composto da single malt e single grain) ci fosse una più o meno copiosa percentuale di whisky scozzese, precisamente Ben Nevis, di proprietà di Nikka.
In realtà non esiste nulla di ufficiale, il produttore non ha mai rilasciato alcun dettaglio se non fumosi accenni all’unione di oltre un centinaio di single malt e single grain provenienti in buona parte dalle distillerie del gruppo, divisi tra botti ex sherry ed ex bourbon (è dichiarato come double matured, a doppia maturazione), intorno ai dieci anni di età, e imbottigliate alla forza di botte (il from the barrel del nome).
Note di Degustazione
Richiede qualche minuto nel bicchiere per perdere l’iniziale zaffata alcolica che inonda il naso, mantenendo un profilo comunque affilato che, accanto all’acetone della componente grain, esprime note di legno (tra cedro e sandalo), pasta di pane, noce moscata, frutta (pesca, mela, albicocca, arancia navel, ananas) e una vena minerale. Sullo sfondo, aspetti più caldi e avvolgenti di toffee, miele e polvere di caffè esausta. In lunghezza, acetone e legno si uniscono a evocare un mobile passato con l’impregnante. Tutt’altro che banale.
Ancora con qualche esuberanza alcolica al palato, mette in secondo piano legno e acetone per lasciare più spazio a caffè, cacao, frutta che riprende quella dell’olfatto (anche in forma candita) e una notevole sferzata di spezie, tra zenzero, pepe nero, noce moscata e un tocco di cannella. Di buona oleosità, recupera anche gli aspetti dolciari di toffee, biscotti e marzapane, che risultano però alquanto residuali rispetto alle note più affilate e ancora minerali che invece acquistano forza nel tempo. Lieve sensazione di legno tostato in lunghezza.
Finale non molto lungo, di frutta, caffè, toffee, marzapane, spezie, pane e legno laccato,
Conclusioni: Che nella bottiglia batta o meno un cuore giapponese è francamente ininfluente, è certo che come blended dà i punti a tanti altri cugini scozzesi nella stessa fascia di prezzo, anche considerandone le dimensioni ridotte. Sicuramente efficace nei cocktail, ma di grandissima beva in purezza, grazie anche alla gradazione che, pur con qualche screziatura, dà corpo e sostanza alle componenti aromatiche.
Valutazione: 87/100
