Giappone Nikka Whisky dai 200 euro in su

Nikka Taketsuru 17yo

Recensione del blended uscito di produzione nel 2020

Provenienza: Giappone
Tipologia: Blended Malt Japanese Whisky
Gradazione: 43%
Botti di invecchiamento: Ex sherry ed ex bourbon
Filtrato a freddo: N/D
Colorazione aggiuntiva:
Proprietà: Asahi Breweries
Prezzo: € 399,00 su Aquavitae
Sito web ufficiale: www.nikka.com

La storia di Masataka Taketsuru e delle rocambolesche origini del whisky giapponese che poi lo portarono a fondare la moderna Nikka credo sia nota a tutti, ed è quasi ovvio che il marchio abbia deciso di dedicare al fondatore un imbottigliamento che racchiuda le anime delle proprie distillerie.
Blended (o, come lo definiscono loro, Pure Malt) di whisky provenienti dalle due distillerie proprietarie, Yoichi e Miyagikyo, nasce come dodici anni nel 2000, esattamente un anno prima l’esplosione del whisky giapponese con il premio internazionale vinto dal single cask di Yoichi 10yo, presto raggiunto dal 17yo, 21yo e 25yo.
Nel 2015 il dodici anni viene sostituito dall’attuale imbottigliamento senza dichiarazione d’età per dare respiro alle sempre più scarse disponibilità di botti invecchiate, fino ad arrivare al 2020 quando la scure colpisce anche le altre espressioni, lasciando il Taketsuru Pure Malt come unico rappresentante dell’etichetta.
Come sempre, scarsi i dettagli rilasciati dal produttore sulla bottiglia, sia sulle proporzioni delle due distillerie sia sulle botti utilizzate: opinione comune è che si tratti di una composizione a maggioranza Miyagikyo (la non torbata delle due) con una preminenza di botti ex sherry.

Note di Degustazione

Naso molto fresco e fruttato, in cui domina la componente gialla (pesca, mela, banana, albicocca, ananas) con una lieve inclinazione acidula (litchi, uva spina,) e agrumata (lime, pompelmo), assieme a tonalità floreali e pasticcere (lemon curd, miele d’acacia, vaniglia). Una vena minerale e metallica attraversa gli aromi, tra la pietra bagnata e la moneta di rame, a tratti solforosa (testa di fiammifero), accompagnata dalle seconde file di tabacco, legno di sandalo e un distante refolo di fumo di sigaro caraibico. Elegante e stratificato.
In bevuta si fa più affilato, cresce l’anima minerale e solforosa a caratterizzare la frutta dell’olfatto (più incisivi gli agrumi) che acquisisce una paletta rossa (mirtilli, ribes) con una crescente vena vegetale e speziata (pepe bianco, zenzero, anice). Di corpo abbastanza leggero, mantiene il fondo di pasticceria (vaniglia, confetti alle mandorle, tartelletta alla crema) con una parte balsamica e legnosa di incenso e sandalo, con il fumo sempre relegato a distanti evocazioni tabagiste.
Finale di media lunghezza, balsamico e minerale, di sigaro spento, frutta bianca, agrumi, note vegetali.

Un profilo particolare e riconoscibile, più interessante all’olfatto che al palato dove forse paga una scarsa spalla alcolica, che non riesce a dare spinta all’altrimenti ricca paletta aromatica che resta inespressa e castrata. Sicuramente un buon blended, ma nettamente sovrapprezzato e tutt’altro che indimenticabile.

Valutazione: 86/100

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