Lindores Lowland Scozia Whisky dai 50 ai 100 euro

Lindores Thiron 2024

Recensione del primo imbottigliamento di una serie annuale

Provenienza: Lowlands (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 49,4%
Botti di invecchiamento: Nuove, ex bourbon ed ex vino
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Lindores Abbey Distillery
Prezzo: € 68,00 su Zio Whisky
Sito web ufficiale: lindoresabbeydistillery.com 
Scheda della distilleria

Com’è noto, Lindores è legata alla storia del whisky scozzese e delle sue origini, fatte risalire all’abbazia accanto cui è nata la distilleria nel 2017, e narrazione vuole che i fondatori Drew ed Helen McKenzie Smith fossero andati un anno prima a Thiron-Gardais, paesello francese da cui provenivano i monaci che fondarono il sito religioso, scoprendo la qualità di quercia locale.
Da qui nasce l’idea di questa serie a cadenza annuale, maturata in botti nuove realizzate a partire da quei legni in aggiunta a barrique di vino rosso rinnovate e botti ex bourbon, che ha esordito con questo imbottigliamento a settembre del 2024.
Ne esistono anche versioni single cask realizzate per diversi Paesi.

Note di Degustazione

Malto e lievito nel primo approccio al naso, tra influenze del new make e delle botti nuove, con un filo balsamico e mentolato che percorre succo di pera, mela verde, uva spina, plum cake allo yogurt, pasta di mandorle. In seconda battuta, note più morbide di miele d’acacia, vaniglia, pesca, scorza d’arancia candita, biscotti al burro, una delicata cannella e lievi note floreali. Si accentua la burrosità nel tempo, dove appare anche una nota minerale e ossidata. Giovane e profumato.
Al palato esordisce con un comparto speziato presente ma non invasivo, di pepe nero (tanto), cardamomo e cannella, a incorniciare un bouquet di frutta piuttosto ricco, tra fresca (pesca, mela, ananas, pera, mango, pompelmo rosa, arancia bionda, banana) e lavorata (gommose alla banana, scorza d’arancia candita), ancora con la venatura balsamica ben evidente. Di buon corpo, spicca il comparto pasticcero (lemon curd, vaniglia, zucchero di canna, marzapane) e quello vegetale, tra i cereali e l’erba tagliata. Punta di radice di liquirizia.
Finale abbastanza lungo e pepato, di frutta, note vegetali, vaniglia e frutta secca.

La paletta di aromi e sapori è ricca e persistente, forse un po’ troppo con degli squilibri evidenti tra l’influsso delle botti e l’anima del distillato. Peccati di gioventù che promettono di smussarsi nel tempo, una strada che si conferma comunque interessante.

Valutazione: 84/100

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