Douglas Laing & Co. Glen Keith Imbottigliatori indipendenti Scozia Speyside Whisky dai 200 euro in su

Douglas Laing Glen Keith 1996 21yo Single Malt Scotch Whisky

Recensione di un dolcissimo single cask ex sherry
Douglas Laing Glen Keith 1996 21yo Single Malt Scotch Whisky

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 51,5%
Botte di invecchiamento: Ex sherry
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Douglas Laing & Co.
Prezzo indicativo: € 120,00
Sito web ufficiale: www.douglaslaing.com
Scheda della distilleria

Così a memoria, credo di non aver mai assaggiato il whisky di Glen Keith, distilleria dello Speyside di proprietà del colosso Pernod Ricard con una capacità produttiva di 6 milioni di litri annui. Quale migliore occasione, allora, di questo single cask ex sherry proposto da Douglas Laing nella sua serie Old Particular.

Distillato nell’agosto del 1996 e imbottigliato nel novembre del 2017 al 51,5%, nel suo colore naturale e senza filtrazione a freddo, in 261 esemplari, è un whisky oramai complicato da reperire e a maggior ragione il prezzo segnalato è da considerarsi puramente indicativo.

Grazie a Lamberto per il campione.

Note di Degustazione

Il colore è un oro scuro.

All’olfatto è un’autentica ode alla frutta, espressa con un entusiasmo percettivo travolgente: mela, pera, pesca, albicocca, anche in versione marmellata, con una discreta speziatura (pepe e noce moscata, con un ricordo di cannella) e una dimensione pasticcera di pasta frolla che porta dritti dritti alla crostata di frutta (con gelatina inclusa). La propensione alla dolcezza è rafforzata da un’impressione di miele millefiori e da un tocco di mandorle e pistacchi caramellati.

Al palato, la dolcezza si conferma l’orizzonte aromatico di riferimento. Il ventaglio è del tutto coerente con quello rilevato all’olfatto, con un plus percettivo di crema pasticcera e crema all’arancia e un tocco di zest d’arancia in crescita con il passare dei minuti. La deriva diabetica è evitata grazie a una nota specifica di legno stagionato e a un comparto speziato che argina lo strapotere della frutta.

Il finale di media persistenza mostra che la dolcezza è un vizio consolidato (crostata alla frutta). Mentre il pepe asciuga la bocca preparandola al il sorso successivo.

Conclusioni: Al netto di quel sentore di legno e dell’apporto delle spezie che raddrizzano in parte il quadro, un whisky ai limiti dello stucchevole, almeno per me, che pure non disdegno i dram zuccherosi. Solo per chi ha carenze affettive comunque o non ha problemi di glicemia.

Valutazione: 84/100

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