Scozia: altre isole Talisker

Talisker Storm

Recensione del Talisker Storm, il secondo sostituto dell'apprezzato 10 anni.

Provenienza: Skye (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 45,8%
Botti di invecchiamento: Ex Bourbon (anche rinnovate)
Filtrato a freddo: Sì.
Colorazione aggiuntiva: Sì.
Proprietà: Diageo.
Prezzo medio: € 35,00
Sito web ufficiale: https://www.malts.com/en-row/distilleries/talisker/
Valutazione: 65/100

Parlando dello Skye, ho già borbottato in abbondanza sulla scelta da parte di Diageo di sostituire, nella grande distribuzione, il 10 anni con due NAS, lo Skye appunto e lo Storm di cui parlerò qui.
L’idea di spaccare in due l’imbottigliamento madre della distilleria sulla carta poteva essere anche interessante: da un whisky dalle connotazioni molto note, creare due espressioni che ne ammorbidissero (lo Skye) ed esasperassero (lo Storm) il carattere.
Ci son riusciti?

Distribuito a partire dal 2013, questo imbottigliamento ha creato da subito molte divisioni tra gli appassionati, un po’ per il fatto di essere un NAS (cosa per cui molti storcono il naso a prescindere), un po’ perché almeno inizialmente costava di più del fratello maggiore. Oggi il prezzo si è fatto più ragionevole, le tre bottiglie si trovano fieramente accostate in buona parte dei grandi supermercati e il mondo è ancora (più o meno) al suo posto: molto rumore per nulla? Certo, se no a che serve internet?

Un giallo oro non molto carico scivola nel bicchiere, baldanzoso del suo colorante e teso a non volerci far sapere che invecchiamenti ci siano al suo interno (si dice che varino dagli 8 ai 25 anni).
Al naso la cosa che balza subito all’attenzione è l’aspetto torbato, nel suo non essere intenso come ci si aspetterebbe: le botti rinnovate usate per l’invecchiamento sono state bruciate nuovamente prima dell’uso, giusto per dare la spinta tostata al malto, ma all’olfatto ti ritrovi invece una torbatura leggera, quasi di sottofondo. Primeggiano le note marine e quelle dolci (ohibò!), con frutta gialla e biscotti al burro. Insolitamente gentile, forse la calma prima della tempesta? Non proprio.
Al palato l’alcol è ben presente ma non eccessivo, e l’aspetto burroso del whisky permane in modo deciso. La torbatura c’è ma ben lontana da essere imponente, quasi timida, prevalgono invece gli aspetti più dolci e ruffiani: ancora frutta, con una nota agrumata, pepe (Talisker, eccolo!), ancora biscotti, malto (tanto vecchio non è) e la marinità, che fa da collante al tutto. Percepisco anche un po’ di legno, non invasivo.
Nel finale prevalgono pepe e l’aspetto marino, torba sempre appena appena presente, quasi fosse più una suggestione che una reale percezione, il tutto per un tempo non molto lungo.

Se si vuole parlare di marketing, qui hanno cannato alla grande: la tempesta che farebbe presagire il nome è completamente assente, e ti ritrovi invece un Talisker più morbido e dolce. Lontano da quelle che (si suppone) fossero le intenzioni, ma tutto sommato gradevole, una variazione del classico decenne che, come vedrete dalle recensioni qui sotto, ad alcuni ha proprio entusiasmato, ad altri ha lasciato abbastanza indifferenti. Come me.

Gli altri imbottigliamenti nel blog:
Talisker 10yo
Talisker 57° North
Talisker Port Ruighe
Talisker Skye

Le recensioni degli altri:
Il bevitore raffinato
Whisky Facile
The Whiskey Jug (inglese)
The Scotch Noob (inglese)

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