
Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 57,1%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon first fill
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Elixir Distillers
Prezzo: € 54,15 su Whisky Italy
Sito web ufficiale: www.portaskaig.com
La versione a 100° proof, la modalità in cui veniva originariamente calcolata la gradazione degli alcolici in Gran Bretagna e ancora oggi negli Stati Uniti, era entrata a far parte dell’etichetta Port Askaig sei anni dopo il suo lancio, nel 2015, ed è stata sempre una delle più amate di questa edizione indipendente di un “misterioso” single malt di Islay.
A detta dei produttori (Elixir Distillers), si era fatto sempre più difficile dare continuità a questo imbottigliamento, decidendo quindi di abbandonarlo nel 2023. Ma con la revisione di tutto il core range, a maggio del 2026 il 100° Proof è tornato in pianta stabile, non più con l’originaria etichetta bianca ma con quella nera e oro della grafica contemporanea.
Maturazione tutta in botti ex bourbon di primo riempimento, circa una sessantina per lotto produttivo, imbottigliate alla gradazione fissa del 57,1% (i proof sono quelli britannici, non statunitensi, il cui rapporto è di 1,75 a 1), con il distillato che originariamente proveniva da Caol Ila (informazione data sempre in modo più o meno ufficioso), ma che in futuro, con il cambio di politica distributiva da parte della proprietà Diageo, potrebbe non essere così scontato.
Note di Degustazione
Agrumato al naso, ma in una tonalità dolce, tra il candito e la marmellata, così come in generale risulta la paletta aromatica, che va dalla crema inglese alla pasta di zucchero, passando per pan di Spagna, marzapane, pesca matura, barretta Bounty e amoli maturi. A salvare dal diabete arrivano salamoia, un’accesa vena minerale e ovviamente la torba, un fumo costiero (e comunque dolciastro) che si fissa sulle retrovie. Corollario di spezie (noce moscata, cannella) e un sentore di malto, più evidente in lunghezza. Piacione.
Di buona oleosità al palato, ribadisce la sua natura pasticcera, pur con qualche spinta speziata in più (notevole il pepe nero accompagnato da un accenno di zenzero), sempre con tanti agrumi tra arancia e limone declinati tra canditi, creme aromatizzate e succo. Liquirizia dolce, cioccolato al latte, biscotti al malto, pesca e ananas sciroppati completano il quadro, con il fumo che alza il tiro pur mantenendo un profilo subordinato e ben legato agli afflati marittimi (iodio e frutti di mare). In lunghezza, spunta una lama amaricante e vegetale, tra china e carciofo, che riporta in primo piano la torba.
Finale abbastanza lungo e amarotico, tra radice di liquirizia, carciofo, spezie (noce moscata, pepe nero, un pizzico di zenzero), marmellata di arance amare, cioccolato al latte, vena minerale e salina, carbonella.
Conclusioni: Nato per piacere, e ci riesce bene senza concedere proprio tutto alla gigioneria, grazie a quelle note amaricanti che bilanciano una bevuta altrimenti stucchevole. Gradazione centrata, così come il cartellino del prezzo: una bevuta spensierata ed economica senza essere triviale, che è forse la salvezza del whisky scozzese in questi tempi così difficili.
Valutazione: 84/100
