Isle of Raasay Isola di Raasay Scozia Whisky dai 100 ai 200 euro

Isle of Raasay Cask Strength 2025 Single Malt Scotch Whisky

Recensione della terza edizione a grado pieno
Isle of Raasay Cask Strength Single Malt Scotch Whisky

Provenienza: Isola di Raasay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 61,6%
Botte di invecchiamento: Ex rye, nuove Chinquapin ed ex vino rosso
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: R&B Distillers
Prezzo indicativo: € 80,00
Sito web ufficiale: raasaydistillery.com 

La giovane (e per ora unica) distilleria di whisky della piccola isola di Raasay ha lanciato il primo imbottigliamento base, The Draam, nel 2021, anche se inizialmente portava delle sigle di “avvicinamento” tra cui il R-01.1 assaggiato qualche tempo fa, acquisendo il nome attuale solo nel 2025.

Accanto alla versione base, a cadenza più o meno annuale esce quella a grado pieno, con alla base la medesima ricetta: orzo scozzese e invecchiamento in tre tipologie di botti (nuove di legno americano Chinquapin, ex rye ed ex vino bordeaux, entrambe di primo riempimento) sia per la parte torbata che quella non torbata, che vengono poi unite assieme portando di fatto le botti a sei categorie.

Le proporzioni non sono note, sia delle botti che delle parti torbate e non, quella all’assaggio è la terza uscita di inizio 2025.

Note di Degustazione

La firma cerealosa della distilleria è ben presente al naso, sospesa tra lo yogurt ai cereali e l’impasto del pane, con iniezioni di panna cotta, coulis di frutti rossi, mela cotta, zest di limone, marzapane e un lieve afflato minerale, tra il costiero e il metallico. La torba è leggera e vegetale, di erba umida che inizia a bruciare, crescendo di intensità in lunghezza. Miele d’acacia e giacinto sullo sfondo. E la pur importante gradazione è perfettamente integrata e senza spigoli. Confortante.

Al palato diventa più deciso, la gradazione prende il suo spazio ma senza esagerare, con una buona manciata di zenzero e pepe nero ed esaltando la parte torbata, qui più netta ed evidente, virata sui carboni accesi. Meno yogurt e più cereali tostati, con la vena costiera e salina che sale di tono assieme a limone, frutti rossi (ribes, lamponi), mandorle e liquirizia dolce. Strascico di tannini e, in lunghezza, tornano le evocazioni lattiche abbastanza pronunciate. L’aggiunta di acqua fa risaltare frutta secca e cereali, smorzando nettamente la parte torbata: meglio senza.

Il finale non è molto lungo, di spezie, carboni spenti, cereali, vaniglia, frutta secca e plum cake bruciato.

Conclusioni: Apprezzo molto la piena gradazione, retta bene dal whisky, che però rivela i limiti della giovinezza senza approfondire il pur interessante profilo, che resta in superficie. Manca quel graffio che probabilmente l’età saprà donargli.

Valutazione: 84/100

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