Scozia Speyside Tomintoul Whisky dai 50 ai 100 euro

Old Ballantruan The Peated Malt Single Malt Scotch Whisky

Recensione del torbato di Tomintoul.
Old Ballantruan The Peated Malt Single Malt Scotch Whisky

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 50%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Angus Dundee plc
Prezzo: € 58,00 su Aquavitae
Sito web ufficiale: www.oldballantruan.com
La scheda della distilleria

Nel solco di distillerie come Bruichladdich o Edradour, anche Tomintoul ha il proprio whisky torbato sotto un’etichetta completamente diversa da quella originale, Old Ballantruan.

Nata nel 2005, prende il nome dalla fonte d’acqua nei pressi del villaggio di Tomintoul e origina dalle sperimentazioni con la torba dello Speyside usata nel maltaggio qualche anno prima, per ottenere quello che all’epoca era una rarità per la zona: un whisky fortemente torbato.

Nel 2012 esce il 10 anni, seguito dal 15 nel 2018 che ha però vita breve, lasciando solo due imbottigliamenti dalla grafica discutibile nel loro portafoglio e un sito web alquanto laconico.

Curiosamente, manca del tutto qualunque legame ufficiale con la distilleria nella loro narrazione.

Note di Degustazione

Non è un whisky per vegani, almeno al naso, con ondate di bacon sfrigolante cosparso di abbondanti erbe aromatiche (rosmarino, timo) e cumino. La torba flette verso il chimico, tra idrocarburi e velleità medicinali, una coltre spessa e pesante su tonalità agrumate (canditi), dolciarie (crema catalana, marshmallow bruciati), nocciole tostate e liquirizia dolce. Nella parte alta del bicchiere l’aspetto chimico è ancora più evidente, lasciando trapelare anche note di fermentato. L’aggiunta di acqua mette in evidenza le note più dolci, ammorbidendolo un po’. Basico.

Al palato, discretamente oleoso, conferma le impressioni olfattive, è tutto molto terra-terra, una to-do list dei torbati spuntata con solerzia mettendo assieme le note che ci si aspetta senza stare a pensarci troppo. Meno carne e più chimica, idrocarburi belli accesi e spinti verso lo pneumatico bruciato, punteggiati sempre da agrumi e pasticceria assieme a erbe aromatiche e spezie (zenzero, soprattutto). Note vegetali più evidenti, così come quelle di lievito, con qualche aspetto mentolato e lievi punte saline. Qualche goccia d’acqua in più slega i sapori, lasciando il campo solo a spezie e fumo.

Finale abbastanza breve e secco, di posacenere usato, note vegetali, pane bruciato e caramello.

Un whisky studiato a tavolino, privo di emozioni e spessore, che spinge pesantemente sulla torba trascurando tutto il resto, un po’ come certi Smokehead. Di certo può trovare estimatori tra chi ama il genere, ma nella stessa fascia di prezzo ci sono prodotti più completi e complessi.

Valutazione: 75/100

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Un’altra prospettiva:
Whisky Facile

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