
Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Scotch Malt Whisky
Gradazione: 52,3%
Botte di invecchiamento: Ex bourbon hoghshead first fill
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Phil & Simon Thompson
Prezzo indicativo: € 300,00
Sito web ufficiale: www.thompsonbrosdistillers.com
Valutazione: 92/100
Dornoch è un simpatico paesello balneare della Scozia nord-orientale, non molto lontano dalle distillerie di Glenmorangie e Balblair, e vanta uno dei più noti whisky bar al mondo fondato dai fratelli Phil e Simon Thompson.
Dal vendere whisky a volerlo produrre il passo è breve, e grazie a un crowdfunding di successo nel 2017, la distilleria di Dornoch (fondata all’interno dell’omonimo castello) inizia a produrre whisky (e gin) seguendo uno stile vintage e dalle quantità ridotte, con il primo imbottigliamento distribuito nel 2020.
Fintanto che il loro distillato riposava nelle botti, i due Thompson lanciarono un’etichetta come imbottigliatori indipendenti, di whisky e rum, chiamata ovviamente Thompson Bros, che tutt’ora raccoglie molti consensi tra gli appassionati.
Ecco un’edizione realizzata per il mercato italiano (e il loro distributore, Beija-Flor) con un Glenburgie del 1995 che nel 2023 ha fruttato 245 bottiglie, che al Milano Whisky Festival di quell’anno ho praticamente fatto assaggiare a chiunque, ed è giunto il momento che faccia altrettanto!
Ultima nota sui due fratelli: sempre nel 2023 hanno ottenuto i permessi per costruire una seconda distilleria sul posto, Dornoch South, i cui lavori dovrebbero iniziare tra il 2024 e il 2025.
Note di degustazione
All’olfatto è affilato e seducente, una lama di miele e fiori che penetra tra le narici con un’impugnatura di tartelletta alla crema pasticcera e kiwi. L’anima di questo whisky è tutta qui, un involucro aromatico penetrante e acidulo (ananas, propoli, limone, glicine) che racchiude un cuore più dolce e carezzevole (pasta di mandorle, pesca sciroppata, melone, vaniglia), in un equilibrio armonioso che cattura. Nel tempo la parte dolce aumenta di volume, specie nella componente fruttata, senza mai perdere quella parte algida (con una vena minerale di pietra bagnata) che ne mantiene la tensione. Spettacolare.
In bocca si presenta con un frappè alla frutta, denso e morbido, dove è più la parte tropicale e agrumata a farsi sentire, con qualche scaglia di zenzero e noce moscata gettata nel mix. Resta sempre accesa la parte acida e minerale, dalla scattante vivacità che porta benissimo i suoi anni, con fiori e propoli sempre ben presenti, innestati sulle componenti di pasticceria (mandorle pralinate, pasta frolla, crema pasticcera). Scorza d’arancia candita, una punta di cioccolato al latte, un afflato di rabarbaro.
Finale lunghissimo, una crasi di naso e palato infinita, asciutta e cremosa allo stesso tempo, che ti fa guardare il bicchiere vuoto con un senso di appagamento e ingordigia assieme.
Un whisky elegantissimo, pieno, di un’energia travolgente pure nei suoi begli anni, che incarna alla perfezione lo spirito della distilleria esaltandolo all’ennesima potenza. Peccato ormai sia di fatto introvabile, ma se vi capita di trovarlo alla mescita, non fatevelo sfuggire.
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