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Bruichladdich Isola di Islay Scozia

Octomore 07.1

Recensione di un Octomore torbato a 208 ppm.

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 59,5%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Rèmy Cointreau
Prezzo indicativo: € 150,00
Sito web ufficiale: www.bruichladdich.com
Valutazione: 87/100

C’è torba e torba.
Questa materia fossile, che si forma per accumulo di detriti vegetali (muschio, alghe, piante acquatiche, erica, ecc.) e di materia micro-organica morta (microfauna e artropodi, batteri e funghi), viene usata in sede produttiva come combustibile per “fissare” il malto, cioè per interromperne la germinazione. Conferisce al whisky il classico aroma torbato così eccitante per molti bevitori, ed è fortemente influenzata dalle condizioni ambientali del luogo d’origine.
In Scozia è composta soprattutto da sfagni (muschio) ed erica, più che da ogni altra specie vegetale, ma differisce da una regione all’altra. Su Islay, per esempio, l’aria marina e i forti venti aggiungono aromi salati (le note medicinali presenti nei whisky di Laphroaig sicuramente provengono dalle alghe), mentre la torba delle isole Orcadi è invece priva di radici, tendenzialmente più dolce grazie alla maggiore presenza di erica.

Octomore è considerato il “re” dei whisky torbati e si profila come una sorta di passaggio obbligato per gli amanti del genere.
Prodotto dalla distilleria Bruichladdich sull’isola di Islay, è definito super-heavily peated. Tanto per capirci, la versione di oggi imbottigliata nel settembre 2015 dopo 5 anni in botti ex bourbon, alla gradazione monstre di 59,5% ABV, presenta un livello di torbatura pari a 208 ppm (parti per milione), quattro volte quella di un Ardbeg Ten (54 ppm) e addirittura cinque quella di un Lagavulin 16yo (40 ppm).

Note di degustazione

Il colore è oro chiaro.
Avviciniamo il naso con circospezione, temendo il graffio dell’alcol, che però non arriva. Veniamo accolti da un banco di acciughe e da una generosa porzione di olive in salamoia. Poi ecco la torba, nella sua declinazione marina, con un’originale sfumatura “dolce” di tabacco. Zest di limone e profumo di pera si aggiungono in sottofondo. Dopo qualche minuto si impone, con una nettezza che non ammette repliche, un aroma di vaniglia. Siamo sorpresi da questo olfatto non aggressivo e – dobbiamo ammetterlo – piuttosto vario e armonico.
Al palato, visto il grado, procediamo per microsorsi: qui la portata principale rimane il sentore torbato marino, con un contorno di pesce affumicato e olive in salamoia, e un’abbondante spruzzata di pepe che pizzica la lingua. Nel prosieguo della bevuta arrivano, seppure un po’ riluttanti, un morso dolce di pera e uno sbuffo di vaniglia.
Il finale lascia in bocca un’impressione medio-lunga di fumo.

Ti aspetti gli Iron Maiden e ti ritrovi con Bach. Magia, e mistero, del whisky.
Questo Octomore 07.1  è un single malt intrigante che, a dispetto dei requisiti, assomiglia spesso a una carezza (con un guanto di pelle però). 

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