Campbeltown Longrow Scozia

Longrow Peated

Recensione del Longrow Peated dalla linea dei whisky torbati di Springbank.

Provenienza: Campbeltown (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46,0%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: J & A Mitchell & Co Ltd.
Prezzo: € 44,00 su WhiskyShop
Sito web ufficiale: http://springbank.scot/whisky/longrow/
Valutazione: 85/100

Una delle (tante) particolarità di Springbank è quella di aver creato delle linee distintive per ogni lavorazione dei propri whisky.
Dopo Hazelburn e la loro etichetta principale, ecco Longrow, una linea pensata per gli appassionati di torba, che da vagamente appassionati del genere abbiamo fin qui colpevolmente mancato.
Longrow presenta al momento tre soli imbottigliamenti nel proprio portafoglio: il Longrow Red, il 18 anni e questo Peated, il malto introduttivo dell’etichetta.

Longrow prende il nome da una delle diverse distillerie scomparse di Campbeltown, che ebbe vita molto breve tra il 1824 e il 1896.
Con la consueta attenzione alla storia del proprio territorio, Springbank ha fatto “risorgere” il nome nel 1973, con una combinazione altamente torbata di malti invecchiati in botti ex bourbon ed ex sherry, conosciuta per molto tempo come Longrow CV.
Oggi il Peated ha sostituito (idealmente) il CV, sempre con un NAS dalla doppia distillazione ma maturato solo in botti ex bourbon, con un livello di ppm leggermente più basso: dai 50 originari ai 45 attuali.

Il colore è oro chiaro.
La torba si fa subito presente al naso, con una nota leggermente acidula, più vegetale che fumosa. Pera acerba, scorza di limone, un tocco di vaniglia. Un olfatto dolce e ruvido al contempo, intrigante.
E al palato la torba tira fuori tutti i suoi ppm, con un’esplosione di fumo e brace di camino, di legno ben tostato. Mentre si spostano i tizzoni, si spargono tanto limone, sentori erbacei, pere, miele, vaniglia, un pizzico di salinità. Molto caloroso e avvolgente, quasi una tisana di torba da sorseggiare d’inverno. La bevuta non varia nel tempo, ma resta ampiamente (e pericolosamente!) piacevole.
Il finale è piuttosto lungo, di cenere, miele, limone, legno e una leggerissima nota speziata.

Molto, molto beverino, e considerando il costo molto abbordabile (specie per un torbato), davvero imperdibile. Certo, non è un mostro di complessità, ed è insolitamente “snobbato” dai recensori in rete, ma avercene di malti base come questo!

Gli altri imbottigliamenti del blog:
Longrow 18yo 2019

Le recensioni degli altri:
A song of ice and whisky (parte di un tasting variegato)
The Scotch Noob (inglese)
Angelsportion (inglese)

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