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Kings County Empire Straight Rye Whiskey

Recensione del Kings County Empire Straight Rye Whiskey.

Provenienza: Brooklyn, NY (USA)
Tipologia: Rye Whiskey
Gradazione: 51%
Botti di invecchiamento: Botti nuove curate a fuoco
Filtrato a freddo: Non dichiarato
Colorazione aggiuntiva:
Proprietà: Kings County Distillery
Prezzo indicativo: $ 55,00 (375 ml)
Sito web ufficiale: http://kingscountydistillery.com/
Valutazione: 88/100

Oggi vi presento un’altra bottiglia particolare, fuori dalle usuali coordinate scozzesi dei nostri gusti: il Kings County Empire Straight Rye Whiskey, ovvero il primo rye whiskey qui recensito nonché uno dei più hot del momento. Come probabilmente sapete, da qualche tempo i rye whiskey hanno fatto finalmente meritato ritorno sulle tavole internazionali e, soprattutto, nei cocktail bar più avanzati sia per la loro maggiore intensità rispetto ai tradizionali bourbon che per la maggiore duttilità rispetto ai più ingessati scotch.
Un esempio per tutti è l’oggi mitico Bulleit Rye Whiskey (che prima o poi passerà anche su questi schermi). Non nascondo peraltro la mia passione per questi distillati tipicamente americani che, nonostante siano agli antipodi rispetto agli amati torbati, offrono una bevuta sempre interessante e di gran carattere.
Comincio quindi col dire che questo rye non solo non fa eccezione ma propone anche un discreto salto di qualità rispetto alla concorrenza. Questo salto purtroppo si riflette anche in un significativo salto di prezzo, soprattutto sulla nostra sponda dell’Atlantico, che lo rende un po’ meno appetibile, ma non per questo meno buono. Bisogna considerare peraltro che questo rye è una specie di cru, come potete capire dal nome: Empire Rye è infatti una categoria di distillati di segale prodotti nello Stato di New York, cioè l’Empire State, che dal 2015 raggruppa in un consorzio produttivo varie distillerie della zona che si impegnano a seguire uno scrupoloso disciplinare (qui trovate più informazioni in inglese).

Tra queste, Kings County è nata nel 2010 come una micro-distilleria di quartiere a Brooklyn, dedicata a rifornire il suo pubblico locale di appassionati clienti con piccoli formati da 200 e 375 ml. Tutti i cereali base vengono dallo Stato di New York, a cui si aggiunge di solito una percentuale del 20% di orzo inglese per mettere a punto il mash. Questo rye non fa eccezione e passa 2 anni in botti nuove tostate dopo la distillazione. Il tutto improntato a un’estetica minimalista e un po’ hipster, ma alla fine molto raffinata: tra il formato di bottiglia caratteristico e l’etichetta realizzata con una vecchia macchina da scrivere, l’effetto cool è assicurato. C’è da dire che sull’onda del successo di questi ultimi anni la distilleria ha iniziato una nuova linea di imbottigliamento da 750 ml che sarà disponibile a breve. Il mio campione però proviene ancora dal vecchio formato.
L’ho detto e lo ripeto, non è un prodotto economico per le sue caratteristiche, ma è curato in ogni dettaglio, e la micro-distilleria segue un maniacale processo di controllo qualitativo che si vede e si sente.

Infatti, il color caramello, non troppo cupo, ha dei bei riflessi ambra che già promettono tante spezie e dolcezze, e il primo approccio col naso non smentisce l’impressione visiva.
L’alcol è ben presente col 51%, ma lascia subito innervare un potente pepato che si alterna a un turbinio di quelle che gli americani amano chiamare holiday spices e Thanksgiving dessert, ovvero tutto quello che potete immaginare nel più luculliano dei banchetti USA: cannella, zenzero, scorza d’arancia, vaniglia, noce moscata, zucchero candito e via dicendo. Il tutto su una forte nota di mela rossa croccante e caramello bruciacchiato. Insomma, una esplosiva torta di mele pepata e fumosa. Niente male!
Ma è al palato che risulta davvero sorprendente.
Chi si aspetta un tipico whiskey americano piacione e ruffiano verrà invece sorpreso da un bel mix di sapori tostati e caramellizzati: zucchero e crema in versione fumosa e pepata, ancora cannella, noce moscata, e mela candita che avvolgono la bocca in un sorso pieno, avvolgente e duraturo. L’alcol regge bene la struttura aromatica che regala non poche soddisfazioni in persistenza e ampiezza. Giusto la gioventù dell’invecchiamento viene tradita da un sentore un pelo eccessivo di estrazione del legno. Ci sono insomma un po’ troppi tannini che rimangono a conclusione del sorso, ma alla fine sono anche quelli che hanno caratterizzato così a ben modo l’apertura iniziale. Sapete cosa? Se vi danno fastidio, fatevi un bel Manhattan o un Old Fashioned e vedrete che questo rye vi darà ancor più grandi soddisfazioni.

Ovviamente per il futuro promette ancora più grandi cose: solo il tempo ci saprà dire quali sorprese ci riserverà questa distilleria con prodotti con un po’ più di anni sulle spalle.


Le recensioni degli altri:
Paste Magazine (inglese, tutta la gamma)

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