
Provenienza: Isole Orcadi (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 63,6%
Botti di invecchiamento: Ex sherry
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: The Edrington Group
Prezzo indicativo: € 90,00
Sito web ufficiale: www.highlandparkwhisky.com
La scheda della distilleria
Da alcuni anni Highland Park è solita uscire con un’edizione a grado pieno del proprio whisky, distinta solo con numero progressivo e anno, ma per la versione di inizio 2026 (la sesta) ha deciso di darle un nome, scegliendo uno degli elementi caratteristici dell’isola: l’erica.
Pianta che si trova nelle torbiere delle Orcadi, entrando quindi a far parte di questo imbottigliamento realizzato solo con orzo maltato con torba dell’isola.
La maturazione è tutta in ex sherry, con un misto di botti europee e americane stagionate in sherry first fill e altre refill, dalla gradazione decisamente importante, dato che Highland Park è usa imbottare il proprio new make tra il 63,5% e il 64,7%.
Più d’uno si è lamentato del colore dell’etichetta, un chiaro rimando al fiore del nome, pensando sia un richiamo esplicito al mondo queer, dimostrando la pochezza intellettuale (ed emotiva) ancora ben radicata nel mondo del whisky.
Note di Degustazione
Restando fedele al proprio nome, al naso rivela una dolcezza floreale intrisa di fumo, un falò di erba secca e fiori tra violetta, rosa e (ovviamente) erica, confermando l’essenza vegetale della torba con elegante delicatezza. La nota alcolica si incarna in un lieve accento di acetone, che si perde in breve nelle acidità di frutti rossi (ribes, lampone, uvetta) e pompelmo rosa, stemperate da miele d’acacia, resina, radice di liquirizia, marzapane, malto e un vago afflato balsamico. Fumo più evidente in lunghezza, ancora vegetale. L’aggiunta di acqua lo ammorbidisce, ampliando la pasticceria (treccia allo sciroppo d’acero e noci pecan) e la frutta cotta (prugne, mele), con un tocco salino. Centrato nel nome, e con abbastanza carattere da invitare all’assaggio.
Al palato la gradazione si fa sentire ma non è arcigna, un calore vivace che porta con sé spiccate note pepate e speziate (pepe nero, zenzero, curcuma e cannella) anticipando frutti rossi, note agrumate, liquirizia, miele, caramello salato e caffè. Pasticceria in crescendo, tra macaron e pasta di mandorle. La torba è più pronunciata, sempre vegetale ma con una minore incidenza dei fiori, più votata alla sterpaglia bruciata e dalla crescente vena balsamica e mentolata. Si fa strada anche l’animo costiero, sebbene in sordina, con la salinità presente soprattutto sulle labbra. L’acqua calma gli ardori alcolici, esaltando pepe e frutti rossi con la torba che si fa più avvolgente e la pasticceria che acquista spazio, lasciando il lato balsamico in lunghezza con l’oceano che si fa più profondo e continuato. Liquirizia più evidente assieme a una nota di china.
Il finale è lungo e pepato, di frutti rossi, agrumi, frutta secca (mandorle, pecan, noci), china, liquirizia, torba vegetale e balsamica.
Conclusioni: Sicuramente giova dell’aggiunta d’acqua, che permette di far risaltare l’armonia degli elementi e la personalità della torba di Highland Park, lontana da quella di Islay e per questo ancora più piacevole da esplorare. Giovane ma ben costruito e sfaccettato.
Valutazione: 88/100
