Glen Elgin Scozia Speyside Whisky da 0 a 50 euro

Glen Elgin 12yo

Recensione dell'unica versione ufficiale della distilleria

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 43%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo:
Colorazione aggiuntiva:
Proprietà: Diageo
Prezzo: € 48,60 su Whisky Italy
Sito web ufficiale: –
Scheda della distilleria

Dopo tante espressioni indipendenti, era ben l’ora di provare l’unico imbottigliamento ufficiale di questa distilleria che amo molto, giusto per vedere come Diageo interpreta il suo distillato quando non lo versa nei propri blended.
Non si può dire abbia una confezione accattivante, specie quando finisce negli scaffali dei supermercati magari in mezzo alle sfolgoranti Special Release della casa madre, ma tant’è, si guarda il contenuto e non il contenitore, e pur consapevole di non potermi aspettare le faville dei vari single cask provati fin qui, verso comunque con fiducia nel bicchiere quello che è un whisky dalla spiccata personalità.
Una nota di colore: in etichetta, il whisky si vanta di essere “hand crafted”, fatto a mano, come se qualunque altro single malt fosse interamente meccanizzato. Meraviglie del marketing.

Note di Degustazione

Naso piuttosto elegante, tra frutta bianca e gialla (mela, melone bianco, pesca, banana, ananas), plum cake allo yogurt, malto, note floreali (giacinto), miele di acacia e una delicata ma persistente nota cerosa. Una fresca vena minerale percorre gli aromi, che nel tempo si arricchiscono di marzapane, crema al cocco e una sottile presenza dolciaria di agrumi, come la marmellata dei Jaffa cake. Una ricchezza e complessità che non ti aspetti da un malto base.
Al palato si fa acidulo e meno incline alle piacevolezze, l’animo vegetale diventa preponderante spostando in secondo piano frutta e pasticceria, con screziature speziate (pepe, zenzero) su propoli, mandorle, scorza di limone e cereali. Il tempo lo arrotonda un po’, ma non troppo, lasciando emergere sprazzi di vaniglia e miele, ma le astringenze amarotiche vincono in lunghezza.
Finale abbastanza lungo che prosegue sulla linea amarotica ma meno aggressiva, recuperando miele, frutta gialla, agrumi, spezie, legno e un’idea di cioccolato, con la nota vegetale ben presente.

Più o meno quello che si può attendere da una versione “ammaestrata” di un malto così straordinario, che esplode all’olfatto e si ritira nella bevuta, riuscendo comunque a far emergere le proprie qualità.

Valutazione: 83/100

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