
Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Rèmy Cointreau
Sito web ufficiale: www.bruichladdich.com
Appuntamento 2024 per la serie extra-torbata realizzata annualmente da Bruichladdich, che assaggio nelle classiche tre versioni numerate progressivamente: la .1 che fa da “base” per le successive, la .2 che gioca sulle botti e la .3 con orzo proveniente solo da Islay.
Cinque anni di invecchiamento per tutto il trio, gradazione piena, maturazioni diverse e consueto livello stratosferico (in particolare per la .3) di torba.
Octomore 15.1

Gradazione: 59,1%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon 1st fill ed ex-bourbon ricarbonizzate
Prezzo: € 168,90 su Whisky Italy
Alla base di questo torbato a 108.2ppm troviamo orzo qualità Concerto proveniente dalla terraferma scozzese (che fa sempre ridere parlare di terraferma per quella che comunque è un’isola, ma vabbè), raccolto nel 2017 e distillato l’anno successivo, maturato per 5 anni in un mix di botti ex bourbon, tra barrel di primo riempimento e ri-carbonizzate, che come noto fa da punto di partenza per tutta la serie.
Note di Degustazione
Inevitabile parlare subito della torba, che al naso non è quel cazzottone che i numeri farebbero immaginare (come sempre succede nella serie Octomore), anzi, è tutto sommato placida e arborea, di sterpaglia e foglie bruciate, abbracciando tanta frutta secca (arachidi, noci) unita a frutta gialla (mela cotta, pera, pesca, albicocca), ananas, lemon tart, crema al burro, spezie (noce moscata, cannella, un pizzico di pepe nero). Un filo di balsamico in lunghezza. Classico e tutto sommato piacione.
In bocca esordisce con caffè tostato in grani e cioccolato fondente, avvolti nei fumi di un falò in pineta (che magari non è una buonissima idea, ma tant’è). Cremoso, conferma l’anima dolce della frutta e della crostata (con minori inflessioni agrumate), aggiunta a crema al malto, liquirizia dolce, frutta secca, spezie, incenso al sandalo. Cinerino in lunghezza.
Finale abbastanza lungo di incenso, braci spente, spezie, frutta secca, note saline.
Bevuta agile e piacevole, senza grandi complessità, esattamente come vuole essere: perfetto per gli amanti della torba senza tanti fronzoli.
Valutazione: 85/100
Octomore 15.2

Gradazione: 57,9%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon, ex vino rosso ed ex cognac
Prezzo indicativo: € 175,00
Stessa base come materia prima del precedente, incluso il livello di torbatura, ma botti radicalmente diverse: prima maturazione in botti di secondo riempimento ex bourbon (58%) ed ex vino rosso (42%), affinamento di circa un anno (sui cinque complessivi) in botti ex cognac di primo riempimento.
Note di Degustazione
Al naso si conferma amabile come il precedente, aggiungendo colori alla componente fruttata: sempre frutta gialla (pesca, mela, ananas) arricchita dalla pungenza di quella rossa (ribes, uva spina). Torba ancora vegetale senza eccessi, anzi, morbidamente legata alla parte dolce di crostata alle more, marmellata di albicocca, noci, cannella. Sul fondo, tira fuori un’impressione di ripieno di barretta Bounty. Vivace.
Al palato la torba mantiene l’anima forestale ma si fa nettamente più dolce, andando verso la frutta grigliata (pesca, ananas, mela granny smith), scivolando in bocca con piacevole cremosità, quasi pannosa. Trionfo di marmellata di frutti rossi, in particolare more e lamponi, pigiando sul pedale delle spezie (pepe nero, cannella, noce moscata) che frizzano su uvetta, cioccolato, frutta secca (noci, pellicina di arachidi), liquirizia dolce. Punta salina in lunghezza.
Finale abbastanza lungo di legna bruciata, frutti rossi, arancia sanguinella, crostata alla frutta, frutta secca.
Un netto passo avanti rispetto al .1 con una ricchezza aromatica più ampia, restando comunque amabile e un po’ ruffiano ma con una certa eleganza.
Valutazione: 87/100
Octomore 15.3

Gradazione: 61,3%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex sherry 1st fill
Prezzo indicativo: € 370,00
Ed ecco l’ultimo della serie, l’imbottigliamento “esagerato” sotto diversi aspetti: la gradazione, nettamente più elevata dei due fratelli, e la torbatura, che arriva ai 307.2ppm, ponendosi al secondo posto come livello tra quelli mai prodotti dalla distilleria, alle spalle del 8.3 che toccava i 309ppm.
Orzo coltivato nella fattoria Octomore su Islay (ancora varietà Concerto), raccolto sempre nel 2017 e distillato nel 2018, con i consueti cinque anni di maturazione passati interamente tra botti ex bourbon (69%) e hogshead ex sherry oloroso (31%) provenienti dalla bodega Fernando de Castilla, tutte di primo riempimento.
Note di Degustazione
Quasi il triplo di ppm rispetto ai precedenti, eppure la torba si conferma cornice e non protagonista delle note olfattive, restando nel comparto vegetale e balsamico con appena un’inflessione bitumosa, unendosi alla frutta sparsa sulla griglia già incontrata nelle altre versioni assieme a una presenza importante di prugna, ciliegia sciroppata, arancia (rossa e candita) e scorza di kumquat. Frutta secca, spezie (con una punta di anice), radice di liquirizia, pompelmo rosa e caramello salato giocano di sponda. Strutturato.
Imbocco agrumato molto importante, succo di arancia rossa e tarocco infuso nell’incenso di sandalo e nel fumo di arbusti marittimi, assieme a una colata di marmellata di more e prugne su pasta frolla e crema cotta. Qui il fumo è protagonista ma non urlato, lavorando in armonia con i comprimari nel ruolo di spezie (pepe nero, paprika dolce, zenzero, noce moscata), frutti di bosco (ribes, corbezzolo, uva spina), prugna matura, liquirizia dolce, frutta secca e chiglia di barca. Tanta è infatti l’influenza costiera, con pennellate medicinali (e petrolifere), specie in lunghezza.
Finale lungo e salino, di spezie, frutti rossi, agrumi maturi, liquirizia e un fumo corposo che colma la bocca.
Come sempre la trilogia si chiude in bellezza con la bevuta più piena e corposa, energica e ricca di carattere isolano, che nella gradazione piena (per nulla percepita in nessuna delle tre bottiglie) trova esaltazione e sostegno. Una serie che è una certezza, peccato solo per il prezzo che resta sempre molto importante e limita l’attenzione che meriterebbe.
Valutazione: 89/100
