Glenrothes Imbottigliatori indipendenti Jack Wiebers Scozia Speyside Whisky dai 100 ai 200 euro

Jack Wiebers Glenrothes 1996 20yo

Recensione di un Glenrothes da singola botte ex boutrbon

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 49,1%
Botte di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Jack Wiebers Whisky World
Prezzo indicativo: € 170,00
Sito web ufficiale: www.jwww.de
Valutazione: 88/100

Dopo qualche tempo, ritorna sul blog il tedesco Jack Wiebers, l’unico IB in grado di proporre uno Jura buono. Anzi, buonissimo, a quel che ricordiamo. Un 20yo, come il Glenrothes di oggi, distillato un paio di anni prima dello Jura, nell’ottobre del 1996, imbottigliato nel dicembre del 2016 e proposto nella serie Old Train Line.
Nessuna colorazione aggiuntiva e nessuna filtrazione a freddo, naturalmente, per un ex bourbon cask che ha prodotto 390 bottiglie oramai pressoché impossibili da reperire sul suolo patrio (il prezzo indicativo fa riferimento al mercato estero, dove qualche esemplare sembra che ancora si trovi).
Grazie a Lamberto per il generoso sample.

Note di degustazione

Il colore è un oro intenso.
Al naso l’ingresso è in punta di fioretto, inteso non nel senso di spada ma, con accento veneto, di piccolo fiore, gelsomino in questo caso. Una macedonia di frutta a polpa bianca (mela, pera, pesca) è vivacizzata da un tocco di noce moscata, prima che il versante cremoso occupi la scena in tutta la sua potenza espressiva: toffee, mou, crema alla vaniglia, crema alla nocciola, con incursioni di cioccolato al latte e galatine. Un ricordo di legno (corteccia) e una fragranza all’albicocca chiudono un ventaglio percettivo sconsigliato ai diabetici e straconsigliato a tutti gli altri.
Al palato avvertiamo subito un sentore di scorza d’arancia che nel tempo diventa un’impressione di agrume più acido (cedro?). La nota speziata è maggiormente vistosa (pepe e noce moscata), mentre la parte cremosa (crema alla vaniglia e toffee) lascia più spazio al legno (vecchia legnaia e legno chiaro lucidato) senza però che prenda il sopravvento. Nel complesso il whisky si contraddistingue per un’ininterrotta e gradevolissima sensazione di morbidezza.
Il finale è lungo, caldo e cremoso, con appena un tocco di spezie.

Jack Wiebers ha fatto centro anche stavolta, con un whisky golosissimo e mai sbiadito, che non sacrifica l’equilibrio alla vivacità. Forse è più invernale che estivo, se rendiamo con questi termini l’idea, ma le buone bevute, si sa, non hanno stagione, e quella di oggi lo è di sicuro.

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