
Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 40%
Botti di invecchiamento: N/D
Filtrato a freddo: Sì
Colorazione aggiuntiva: N/D
Proprietà: Speymalt Whisky Distributors Ltd.
Prezzo indicativo: € 65,00
Sito web ufficiale: www.gordonandmacphail.com
Valutazione: 87/100
Il bello di frequentare enoteche, magari anche piccole e poco fornite, è che ci si può imbattere in whisky non proprio recenti, curiosi fondi di magazzino non privi di interesse riposizionati sugli scaffali. È il caso di questo Linkwood 15yo proposto da Gordon & MacPhail.
In etichetta non troviamo alcuna indicazione riguardo al periodo di imbottigliamento, ma dopo una ricerca in Rete, condotta con il supporto del caro Lamberto, la conclusione è che si tratti degli anni ’90. Restano ignote le botti di maturazione.
In epoca di trasparenza quasi totale, con date di distillazione, botti di affinamento, e in qualche caso persino tipologia di orzo, apertamente dichiarate, fa un certo effetto confrontarsi con un single malt di cui si conosce soltanto la distilleria di provenienza.
Ma il whisky ci costringe sempre a misurarci, filosoficamente e concretamente, con la dimensione “tempo”, e quindi oggi ci abbandoniamo all’esperienza di degustazione con anche maggiore trasporto del solito.
Va da sé l’incompletezza dei dati nella scheda riassuntiva: la filtrazione a freddo è dedotta dal grado, il prezzo è quello sullo scaffale dell’enoteca e l’eventuale reperibilità sul mercato rimane pressoché impossibile da verificare.
Note di degustazione
Nel bicchiere splende un oro brillante.
Al naso è fruttoso, dolcioso e parecchio piacione, con note di marmellata all’albicocca, pesca, mela gialla, pera, ma anche zabaione e malaga. Un trionfo di coccole supportato da una speziatura a base di noce moscata, un tocco di legno e un’impressione di pasta frolla. Lo stile “floreale” di Linkwood si traduce nel ricordo di un bouquet ben assortito. Una sorpresa la fragranza all’oleandro che fa capolino. Uvetta, prima di un sentore importante di vaniglia in crescita nel tempo.
In bocca il whisky è morbido e avvolgente e conferma la sostanziale impressione di lusinga alcolica, con spremuta di arancia gialla, albicocca e pesca noce. Lo zenzero porta il suo frizzante contributo, prima che il versante floreale (l’oleandro va a braccetto col geranio stavolta) si manifesti apertamente.
Il finale non è lunghissimo, ma vivace, con una mela gialla succosa e saporita, zest d’arancia gialla e un tocco di zenzero.
Un whisky che fa pensare a certi fine pasto la domenica a pranzo, quando sazio e soddisfatto hai solo bisogno di una carezza che suggelli il piacere, una sorta di bacio che ti lasci un buon sapore in bocca. Più “tecnicamente” è una bevuta che inquadra in modo esatto, a nostro modesto giudizio, il DNA della distilleria, e che conferma come, a volte, la gradazione minima sia semplicemente perfetta.
