
Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex sherry oloroso, ex bourbon
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: J & A Mitchell & Co Ltd.
Prezzo: € 94,00 su WhiskyShop
Sito web ufficiale: www.cadenhead.scot
Valutazione: 87/100
Fondata nel 1896, Tamdhu nella sua storia ha affrontato diversi periodi di chiusura (1911-1913, 1927-1948, 2009-2012) e una complessiva ristrutturazione (anni ’70), soffrendo la vicinanza, comprensibilmente impegnativa, di Macallan, distante solo una dozzina di chilometri. Ma grazie alla nuova proprietà, Ian McLeod Distillers, che l’ha rimessa in funzione nel 2012, ha saputo ritagliarsi un suo spazio di interesse. L’invecchiamento del whisky avviene esclusivamente in botti ex sherry, per la loro capacità di esaltare la qualità del distillato (a leggere le dichiarazioni sul sito). Un’ultima curiosità: nel luglio del 2013, Gordon & MacPhail ha proposto nella sua Private Collection un vintage 1960 di ben 53 anni in soli 24 esemplari, che risulta, attualmente, il più vecchio Tamdhu mai imbottigliato.
La bevuta di oggi non proviene dal core range (12yo, 15yo, 18yo, più alcune edizioni speciali Cask Streght), ma da Cadenhead’s, il più antico indie scozzese. Distillato nel 2007, maturato in botti ex sherry oloroso prima di un passaggio finale di un anno in refill ex bourbon casks, questo whisky, proposto nell’Original Collection al 46%, risulta, al momento della stesura, ancora ampiamente reperibile in Italia.
Grazie a Lamberto, al banco Beija-Flor dell’ultimo Milano Whisky Festival, per l’abbondante campione.
Note di degustazione
Il colore ricorda molto da vicino quello del miele di castagno.
Al naso è quasi impossibile immaginare un attacco più sherried: compatti in prima fila troviamo uvetta, fichi secchi, more e mirtilli (soprattutto i secondi), marmellata alla ciliegia e caramello, con in sottofondo una carezza di fragola. Questa dolcezza non risulta per nulla stordente, forse perché mitigata da un sentore “conciario” di pelle (divano o poltrona?) e da memorie di vaniglia, pasta frolla e pan di spagna, che hanno la consistenza di leggeri baci sulla guancia. Con il passare dei minuti, impressioni di legno scuro lucidato, miele (di castagno) e resina di pino.
Al palato, la sensazione complessiva è di una cremosità amara, con sfumature di caramello, noci, fichi secchi e legno scuro lucidato. Un’elegante spolverata di pepe bianco. Zest d’arancia rossa e marmellata di mirtilli. Nel prosieguo della bevuta, si fanno sentire i datteri.
Il finale è divertente: all’inizio sembra pallido nei toni e nella durata, poi si allunga piacevolmente, su note di caramello e fragola, con quel sentore di pelle che chiude idealmente il cerchio e prepara a un nuovo sorso.
Quanto pesi nel risultato finale l’anno in botti ex bourbon è difficile a dirsi, almeno per noi. Probabilmente è giusto un tocco, per “modellare” la dolcezza del dram. Di sicuro questo nostro primo Tamdhu è una bevuta molto positiva che ha pure il merito di migliorare nel tempo, con interessanti variazioni su uno spartito aromatico apparentemente consolidato.
