Highlands Imbottigliatori indipendenti Scozia Spirits Beast Teaninich Whisky dai 100 ai 200 euro

Spirits Beast Teaninich 2008 16yo Single Malt Scotch Whisky

Recensione di un single cask di un imbottigliatore italiano
Spirits Beast Teaninich 2008 16yo Single Malt Scotch Whisky

Provenienza: Highlands (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 50,9%
Botte di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Spirits Beast
Prezzo: € 130,00 su Dal Moro Shop
Sito web ufficiale: www.spiritsbeast.it
La scheda della distilleria

Da poco tempo si è aggiunto un nuovo produttore nel crescente panorama degli imbottigliatori indipendenti italiani, che ha scelto una forte caratterizzazione del proprio marchio.

Matteo Festa è lucchese, così come di Lucca è l’illustratore delle sue (bellissime) etichette, Giacomo Galligani, nel chiaro intento di dare una connotazione locale a bottiglie (finora) di whisky scozzese. Animali fantastici (non quelli della Rowling) che nascono dalla fusione tra uomo e bestia, con un’entità unica per ogni imbottigliamento.

Quattro le uscite che hanno raggiunto gli scaffali al momento in cui scrivo, con altre in arrivo intorno alla fine del 2026, e in questa occasione tocca al Werejaguar, un Teaninich di ben sedici anni interamente maturato in una botte hogshead ex bourbon, distribuito in 288 bottiglie non a grado pieno.

Note di Degustazione

Un viaggio dal fruttivendolo avvicinando il naso al bicchiere, tra ananas, papaya, pesca, mela, pera, albicocca e cocco disidratato, in breve percorsi da un’incisiva nota speziata di curcuma, cumino e zafferano, che resta a fare da cornice per l’intera bevuta. C’è una freschezza di fondo, tra note vegetali e balsamiche, che tratteggia la parte di pasticceria (vaniglia, marzapane, zuppa inglese, miele di acacia), con un soffio di tè verde e scorza di lime. Nocciola, foglie di tabacco, aloe e una vena minerale completano un quadro ricco ed elegante, con una pienezza corposa.

Torna la freschezza dell’olfatto, che assieme alla parte minerale avvolge distillato e palato, con morbida oleosità. Non c’è un elemento dominante, i sapori si intrecciano con equilibrio guadagnando il proscenio a ogni sorso, tra la frutta bianca e tropicale che danza con pasticceria e spezie (dove si evidenziano pepe nero e zenzero), in cui spiccano marzapane, tè verde, mela, un tocco di lime e una vena tostata in lunghezza. Gioca in punta di fioretto tra note dolci, amarotiche e balsamiche, senza eccessi né sbavature. Godurioso.

Finale lungo che riprende il tema della bevuta, tra frutta, pasticceria, frutta secca, spezie, note balsamiche e minerali e un lieve sbuffo di fumo.

Conclusioni: Un whisky elegante, ricco, equilibrato, avvolgente e rinfrescante al tempo stesso, un’esperienza appagante e complessa che mi ha (davvero) colpito, un biglietto da visita d’eccellenza per chi ha scelto di esordire in un momento sicuramente non facile. Chapeau.

Valutazione: 90/100

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