Highland Park Isole Orcadi Scozia

Highland Park Cask Strenght Release N°1

Recensione della prima release di Highland Park Cask Strenght.

Provenienza: Isole Orcadi (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 63,3%
Botti di invecchiamento: Ex sherry
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: The Edrington Group
Prezzo indicativo: € 70.00
Sito web ufficiale: http://www.highlandparkwhisky.com
Valutazione: 87/100

Concludiamo questo 2020 su WhiskyArt con una delle proposte più recenti di Highland Park, la distilleria delle isole Orcadi che ormai da parecchi anni si ispira alla cultura vichinga per il packaging dei suoi single malt e per la loro strategia di lancio sul mercato. Si tratta della prima release di un Cask Strenght che, secondo le intenzioni del Master Whisky Maker Gordon Motion, dovrebbe esaltare, nella sua forma più pura, l’intensità e la robustezza del whisky della distilleria.
Frutto dell’incontro di botti di età diversa, con una preferenza per quelle ex sherry di quercia americana, è imbottigliato alla ragguardevole gradazione di 63,3% ABV, senza essere stato filtrato a freddo e, come sempre per Highland Park, nel suo colore naturale. Al momento della stesura di questa recensione non risulta ancora disponibile per la vendita in Italia, ma è acquistabile in diversi shop online stranieri o direttamente sul sito della distilleria.

Il colore è un bell’oro caldo.
All’olfatto, il biglietto da visita è un ricordo di glassa di panettone (zucchero e mandorle) in perfetta sintonia con le festività di questi giorni, cui si accompagna un profumo di amaretti e una fragranza di biscotti al burro che stuzzica l’appetito. Appesi a un filo di torba leggero leggero, un deciso sentore di zabaione e note di datteri e di uvetta vengono agitati da una speziatura a base di pepe bianco. Dopo qualche minuto, prende il sopravvento una generosa spolverata di vaniglia. Il grado pieno non è di alcun disturbo e sembra perfettamente calibrato.
In bocca, procediamo per microsorsi intervallati da bicchieri d’acqua fresca, per non correre il rischio che l’elevato tenore alcolico anestetizzi il palato. All’imbocco, l’alcol tende per qualche istante a prevalere, ma il prosieguo della bevuta è un’equilibrata e appagante alternanza di note agrumate tendenti al dolce, e di mandorla e nocciola su quel letto di torba leggera, dalle reminescenze floreali, tipico di Highland Park. Dopo diversi minuti, una fragranza di vaniglia e un profumo di spumiglie si prendono completamente la scena.
Il finale è un po’ meno lungo di quanto ci saremmo aspettati, di pepe bianco e nocciola.

Ciò che colpisce in questo whisky è soprattutto l’equilibrio degli aromi, per nulla schiacciati dalla gradazione monstre. Con un finale più consistente avremmo sfiorato il capolavoro, ma già così la qualità è notevole e il godimento garantito (non solo per gli appassionati di Highland Park).

Buona fine d’anno!

Gli altri imbottigliamenti nel blog:
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Le recensioni degli altri:
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