Dalmore Highlands Scozia

Dalmore Port Wood Reserve

Recensione di un Dalmore maturato in parte in botti ex porto Tawny.

Provenienza: Highlands (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46,5%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex porto
Filtrato a freddo:
Colorazione aggiuntiva:
Proprietà: Emperador Inc.
Prezzo: € 89.00 su Spirit Academy
Sito web ufficiale: https://www.thedalmore.com/
Valutazione: 88/100

Di Dalmore, fondata nel 1839 e guidata ormai da diversi anni da uno dei più celebri e discussi master blender dell’industria scozzese, Richard Paterson, ci siamo già occupati nel blog con le recensioni del 15yo e di un 18yo mirabilmente imbottigliato da Cadenhead’s. Vi rimandiamo dunque a quegli articoli per le informazioni di carattere generale sulla distilleria e sullo stile dei loro whisky, e ci concentriamo sul dram di oggi.
Si tratta di un Dalmore Port Wood Reserve per il quale sono state utilizzate botti ex porto Tawny provenienti dalla rinomata azienda vinicola W&J Grahams di Vila Nova de Gaia, nella Valle del Douro, nel Portogallo settentrionale. Insieme al Ruby, il Tawny è uno dei più noti porto rossi: essendo invecchiato in botte da due a quarant’anni, a differenza del Ruby che è soprattutto invecchiato in bottiglia, tende ad acquisire aromi ossidativi, legnosi, di frutta secca.

Il Port Wood Reserve è il primo whisky per cui Dalmore ha utilizzato le botti di W&J Grahams. Il risultato è stato tale, sul piano qualitativo, da convincere Paterson a sceglierle anche per altri tre nuovi prestigiosi imbottigliamenti: un Dalmore 15yo Vintage 2001, un 18yo Vintage 1998 e un 20yo Vintage 1996.
Questo Dalmore Port Wood Reserve ha iniziato il suo percorso di maturazione nelle classiche ex bourbon barrel. Dopo un lasso di tempo non dichiarato, il whisky è stato diviso: una metà ha continuato a invecchiare in queste botti, mentre l’altra metà è stata trasferita, per un periodo variabile dai dodici ai diciotto mesi, in ex Tawny port pipes, appunto. Quindi, le due metà sono state riunite e imbottigliate a 46,5% ABV.

Il colore è un bell’ambra lucente.
Al naso la prima impressione è di un’intensa nota vinosa, quasi marsalata, su cui si innestano con elegante gradualità un sentore di mela cotta, un profumo di caramello, un aroma di frutta rossa disidratata e un pepe birichino che pizzica le narici. Nel prosieguo dell’esame olfattivo, avvertiamo distintamente anche un sentore di arancia, un accento minerale, ferroso, e una sorprendente nota acre da fumo di sigaretta che si posiziona proprio in fondo alla gola. Peccato solo che col passare dei minuti, tutta questa ricchezza si attenui un po’.
In bocca il sentore agrumato guadagna spessore, mentre il pepe solletica il palato e un morbido aroma di nocciola trova la sua compagna perfetta in una golosa fragranza di panettone artigianale.
Il finale è davvero lungo, ancora di panettone.

Un whisky con un’aria di nobiltà, come da tradizione per Dalmore, ma non compassato, bensì allegro e vitale, quasi sfacciato, soprattutto all’olfatto. L’utilizzo di botti ex porto sarà pure rischioso, ma quando è ben modulato, come in questo caso, per il bevitore il godimento è sicuro.

Gli altri imbottigliamenti del blog:
Cadenhead’s Dalmore 18yo
Dalmore 15yo

Le recensioni degli altri:
Toms Whisky Reviews (inglese)
The Dramble (inglese)

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