Blackadder Imbottigliatori Inghilterra The English

Blackadder The English 5yo

100ª recensione: una disamina collettiva di un The English 5yo nella versione di Blackadder.

Un tasting collettivo.

Provenienza: Inghilterra
Tipologia: English Single Malt Whisky
Gradazione: 66,3%
Botti di invecchiamento: Ex sherry
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Blackadder International Ltd
Prezzo indicativo: € 120,00
Sito web ufficiale: http://www.blackadder.nu/

Era il 19 luglio del 2019 quando è nato questo blog, con la sua prima recensione (ovviamente il Lagavulin 16yo). Da allora, quello che era un progetto personale si è arricchito dei contributi di due amici che hanno avvicinato ancora di più il sito a quello che è il suo principio fondante: l’incontro tra appassionati che si scambiano sensazioni e opinioni. Il nostro obiettivo è comprendere insieme più che dare giudizi sommari.

E tra un bicchiere e l’altro, siamo arrivati alla 100ª recensione senza quasi accorgercene! Quale modo migliore per celebrare questo piccolo traguardo se non con una degustazione collettiva?
Ognuno di noi tre ha avuto tra le mani un sample di questa bottiglia, una creazione dell’imbottigliatore Blackadder che ci ha concesso la nostra prima intervista esclusiva. Ognuno di noi condividerà di seguito le sensazioni e impressioni suscitate da questo dram. Lasciamo a voi le conclusioni.

Il Bevitore Squattrinato

È significativo che la centesima recensione su WhiskyArt riguardi un imbottigliatore indipendente come Blackadder, che fa della passione e dell’autenticità i pilastri fondanti della sua impresa, perché esse appartengono anche al senso più profondo del blog.
La parola d’ordine di questo spazio online, infatti, è sempre stata la leggerezza, intesa non come approssimazione o superficialità, ma come gioco le cui regole imprescindibili sono proprio la passione e l’autenticità. L’affezionato lettore sa che costituiscono la spina dorsale di ogni recensione.
L’auspicio è che si possano sempre percepire tra le righe, perché riconoscerne la presenza rimane il complimento più bello.

Nel bicchiere, questo Blackadder, imbottigliato cask strength alla ragguardevole gradazione di 66,3% ABV, si presenta di un color oro scarico.
All’olfatto, l’impatto con l’alcol è micidiale. Si avverte soltanto un vago sentore di pelle conciata, una nota tenue di fumo acre (sigaretta?) e, schiacciato sul fondo, un lieve strato di crema pasticcera che, di primo acchito, sembra l’unico apporto delle botti ex sherry in cui il distillato ha trascorso tutti i suoi 5 anni di invecchiamento. Con una diluizione minima, l’anima sherried sembra liberarsi, solo in parte e con molta fatica però, dalle catene dell’alcol, e arrivano alle narici piacevoli note di nocciola e di uvetta, mentre la crema pasticcera guadagna qualcosa in spessore.
Al palato, in purezza, il fumo scompare, l’alcol è meno coprente di quanto ci si potrebbe aspettare e su tutto si impone un sentore legnoso che racconta l’estrema gioventù del distillato. La leggera diluizione che era riuscita ad “aprire” l’olfatto, in bocca, invece, accentua la nota alcolica.
Il finale è medio-breve, di legno, a suo modo piacevole ma monotono.

Un whisky potenzialmente suggestivo ma, a conti fatti, piuttosto inespresso, travolto dall’elevato tenore alcolico, con la diluizione che risulta vantaggiosa, purtroppo, solo all’olfatto.
L’impressione è che sia stato imbottigliato troppo presto.

Valutazione: 72/100

Grande Otre

Sono veramente impressionato dal poco tempo che abbiamo impiegato per raccogliere questa quantità di recensioni nel piccolo di questo blog. Non tanto per una questione di numeri, quanto per l’opportunità che ci siamo dati di metterci costantemente alla prova con prodotti diversissimi. L’esperienza personale però non sempre basta, così per questo centesimo articolo abbiamo pensato di fare una recensione parallela dello stesso campione. L’idea di scegliere questa bottiglia è venuta sia dall’occasione di intervistare gli splendidi tipi di Blackadder, sia dalla voglia mettere davvero alla prova i nostri gusti in un confronto di gruppo con un whisky niente affatto facile. Come potete valutare voi stessi, l’esito è alquanto sorprendente.

Colore ambrato e leggermente opalescente di una splendida tonalità viva. Va avvicinato con molta cautela al naso, pena un pizzicore che richiederà più di una semplice sniffata di chicchi di caffè per passare. Facendo areare, il calice si apre a note di zucchero filato, burro fuso, e crema pasticcera all’arancia. Subito dopo si manifesta il tipico carattere vinoso delle botti sherry: chiodi di garofano, frutta secca, resina, e una punta ossidativa.
Anche al palato è potente e caldo, va dosato con attenzione perché i 66% si sentono tutti. L’entrata è molto sherried, quasi astringente sui lati della lingua, con note di cassis e burro di cacao, mentre sul dorso risulta poi sapido e pepato, con un ricordo fumoso. Se dosate con attenzione potrete ritrovare sentori di biscotto al burro e di amarena sotto spirito. Ma attenti a non tenerlo troppo a lungo sulla lingua o ve l’anestetizzerà con una potente dose di pepe di Cayenna. L’effetto è straniante e alquanto scomposto, ma personalmente l’ho trovato molto intenso e caratterizzante.
Il finale è però un po’ breve: l’alcol porta via con se la maggior parte degli aromi e rivela al palato la gioventù dell’invecchiamento con un ricordo avvinato e legnoso.

Come potete vedere dalle altre due recensioni di questa distilleria, si tratta di una versione davvero estrema di un whisky di solito molto garbato. Da questo punto di vista, incarna al massimo lo spirito della Blackadder nel loro desiderio di cogliere ogni distillato in un’espressione senza compromessi e facilitazioni. Per certi versi è un’esperienza altamente didattica, seppure richieda pazienza e dedizione nei riguardi di un prodotto che non fa nulla per farsi piacere. Spigolature e difetti qui diventano tratti caratterizzanti per capire la vera natura di un distillato. Concetti come eleganza, integrazione degli aromi, struttura complessa non devono neanche essere presi in considerazione.
Difficile dare un consiglio semplice: qui si tratta più di curiosità e voglia di sperimentare senza freni. Certo non è un’esperienza a buon mercato, ma come tutti i Blackadder si tratta di un qualcosa di unico. Se vi piace avventurarvi in territori aspri e poco amichevoli, qui potreste trovare il giusto whisky per il vostro palato.

Valutazione: 85/100

Rosencrantz

Il whisky si presenta ambrato chiaro.
Dopo l’iniziale (ma fugace) zaffata alcolica, l’aroma al naso si fa molto morbido e caldo, quasi da crostata alla ciliegia. Cannella, pera matura, caramello e frutta secca accompagnano la torta. Semplice ma molto piacevole e suadente. In sottofondo, un leggero sentore di legno.
L’importante gradazione si fa ovviamente sentire al palato e in gola, e l’imbocco è molto vinoso, con un’uvetta ben inzuppata nell’alcol a braccetto con nocciola, biscotti al burro, pera, amarena, cannella e una punta di cioccolato al latte. Non molto complesso ma beverino.
Il finale è un po’ breve e secco, di legno e uvetta.

Una bevuta abbastanza semplice, che paga la gioventù in molte sbavature, ma complessivamente positiva: un whisky schietto e diretto, poca eleganza e molta passione.

Valutazione: 83/100

Gli altri imbottigliamenti nel blog:
The English Smokey
The English Virgin Oak Cask

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