Benromach Scozia Speyside Whisky dai 50 ai 100 euro

Benromach Contrasts: High Enzyme Single Malt Scotch Whisky

Recensione di una versione atipica di Benromach
Benromach Contrasts: High Enzyme Single Malt Scotch Whisky

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon first fill
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Gordon & MacPhail
Prezzo indicativo: € 70,00
Sito web ufficiale: www.benromach.com
La scheda della distilleria

La serie Contrasts della mai troppo celebrata Benromach vuole presentare il whisky della distilleria in vesti inusuali rispetto al (ristretto) core range, giocando su alcuni degli elementi della sua lavorazione.

I due imbottigliamenti fissi, Organic e Peat Smoke, si spiegano quasi da soli e sono in realtà presenti nel loro portafoglio da ben prima la nascita di questa etichetta: il primo fa uso di solo orzo biologico, il secondo pigia sulla torbatura generalmente gentile di Benromach.

Ci sono poi edizioni limitate, i Guest Contrasts, che occasionalmente intervengono su altri componenti della ricetta: Unpeated (ovviamente non torbato), Virgin Oak (che utilizza nell’invecchiamento solo botti nuove americane), Double Matured (che accanto alle botti ex bourbon sostituisce quelle classiche ex sherry con botti ex vino Bordeaux), Kiln Dried Oak (maturazione in botti nuove le cui doghe sono state asciugate in modo accelerato nel forno di maltaggio) e Air Dried Oak (dove le doghe delle botti nuove sono state asciugate all’aria aperta negli USA per due anni).

Ultimo arrivato, a gennaio 2025, questo High Enzyme fa uso di orzo non torbato ad alto contenuto di enzimi, in genere utilizzato nel mashing per produrre i grain o per la produzione di birra. Rispetto alla classica ricetta della distilleria, spariscono le botti ex sherry lasciando solo quelle ex bourbon per la maturazione di dodici anni.

Note di Degustazione

Frutta e malto al primo posto nella corsa alle narici del naso, una macedonia di gusti tropicali (ananas, mango, banana acerba) e non (pesca, mela verde, pera Williams, uva bianca, lime) con biscotti secchi a guarnire. La seconda fila è appannaggio dello zucchero, declinato in filato e confetto alle mandorle, con lievi striature di anice e un substrato di vaniglia. Incisive note vegetali percorrono gli aromi, tra legno verde e fieno. Giovane con reminiscenze grain.

Al palato è secco e pungente, con una vivace presenza di peperoncino e pepe nero, ponendo all’ingresso gli aspetti vegetali tra legno, tè verde, anice e impressioni balsamiche e mentolate. La frutta si fa acerba, tra mela, pera, banana e ananas, con inflessioni amarotiche (radice di liquirizia) e acidule (uva spina), accompagnata da spunti di caffè, cacao amaro. In secondo piano, una vena minerale a tratti metallica, marzapane e biscotti Digestive.

Finale abbastanza lungo, secco e tannico, di legno, frutta acerba, marzapane, note vegetali e spezie.

Conclusioni: Non c’è dubbio che il risultato finale sia in netto contrasto con quanto in genere prodotto da Benromach, sacrificando l’eleganza della distilleria in favore di note più secche e affilate. In questo senso, l’esperimento è riuscito, magari il risultato finale non è travolgente ma risulta comunque interessante e piacevole.

Valutazione: 84/100

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