Ardbeg Isola di Islay Scozia Whisky dai 100 ai 200 euro

Ardbeg Anthology 14yo The Unicorn’s Tale

Recensione dell'edizione 2024 della serie

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex madeira
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Moet Hennessy
Prezzo: € 144,50 su Whisky Shop
Sito web ufficiale: www.ardbeg.com
Scheda della distilleria

Secondo capitolo della serie Anthology, che dopo l’arpia del 2023 ha proposto, a fine estate 2024, l’unicorno con la consueta storiella legata alla distilleria.
Al termine di una festa in distilleria, in una notte buia (ma non tempestosa) si udì un rumore di zoccoli nel cortile. Molti ritennero si trattasse di Rory, il pony Shetland della distilleria noto per il suo caratteraccio e per la sua grande golosità, ma alcuni di quelli che uscirono in cortile per controllare giurarono di aver visto un cavallo con un corno sporgente dalla testa, stagliarsi contro la luna piena: l’unicorno, simbolo della Scozia.
La razzia di un furgone dei gelati e il fatto che il cancello di Rory non fosse chiuso ovviamente nulla c’entrano con la versione dei testimoni.
La serie Anthology vede botti inusuali inserite in maturazione, in questo caso quelle ex madeira, non come finish ma come parte dell’invecchiamento complessivo.

Note di Degustazione

Il naso porta la firma netta della distilleria, con accentuate note costiere (sospese tra iodio e frutti di mare), agrumi grigliati (arancia, pompelmo, mandarino) e gomma bruciata. Molto aromatico, sia nel senso delle erbe sparse su carne al barbecue (dal timo al rosmarino all’aneto), sia di ricchezze fruttate che si aggiungono alla parte agrumata iniziale, giocherellando con ananas, albicocca secca, amarene e papaya. Corposa anche la parte di frutta secca, con arachidi e pecan a puntellare gli aromi. Olfatto molto pieno e ciccione, quasi grasso, dove la torba gioca in armonia senza prevaricare. Bello.
Meno corposo al palato di quanto mi aspettassi, non leggero ma nemmeno oleoso, riporta in auge la frutta secca con decisione, declinata anche nella pasticceria (marzapane, arachidi pralinate), accompagnata da una frutta altrettanto decisa tra agrumi, pesca, albicocca candita, frutti rossi (leggeri, verso ribes e amarene). Mare a secchiate, che trascina impressioni di ostriche e capesante grigliate, e un fumo acre tra la plastica bruciata e le arance infilzate con chiodi di garofano e grigliate. Crème brûlée, cenere di sigaro caraibico, noce moscata e semi di finocchio. Le erbe aromatiche restano in secondo piano, con una venatura in lunghezza.
Finale lungo dominato dalla cenere e dalla salsedine, con frutta secca, agrumi, erbe aromatiche, noce moscata e sigaro spento.

Era tempo che un’edizione speciale di Ardbeg non fosse davvero speciale, senza darti quella sensazione di fregatura durante la bevuta. Un leggero disappunto sulla mancanza di corpo al palato, ma per il resto davvero un’esperienza piacevole e piena, complessa, stratificata, con un bel lavoro sulle botti. Ribadisco, bello.

Valutazione: 88/100

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Un’altra prospettiva:
WhiskyFacile

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