Artist Collective Bunnahabhain Imbottigliatori indipendenti Isola di Islay LMDW Scozia Signatory Whisky dai 100 ai 200 euro

Artist Collective 7.5 Staoisha 2014 9yo

Recensione di un Bunnahabhain torbato da LMDW

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 48%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: LMDW
Prezzo indicativo: € 115,00
Sito web ufficiale: www.whisky.fr
Scheda della distilleria

La Maison Du Whisky (in breve, LMDW) nasce nel 1956 in Francia da un’idea di Georges Bénitah, che rimasto folgorato dal whisky scozzese decide di diventarne importatore in patria con l’intenzione di essere leader nel settore.
E ci è decisamente riuscito: l’apertura dei primi negozi a Parigi fino a diventare imbottigliatore negli anni ’70 e, da qui, espansione esponenziale in tutti i settori, compreso quello editoriale, con il culmine nell’organizzazione del Whisky Live Paris, uno dei più importanti eventi mondiali legati al distillato.
Una delle linee di imbottigliamenti indipendenti prende il nome di Artist, unendo a ogni rilascio di single cask un’opera d’arte di artisti contemporanei, con una sotto-etichetta a cadenza annuale nota come Artist Collective (in collaborazione con la scozzese Signatory), che abbandona il legame con le botti singole per delle variazioni di gradazione e tipologia, dedicando ogni serie a un singolo artista.
Dalla settima edizione del 2024, con le opere di Katrin Bremermann a decorarne le sei diverse etichette, ecco questo Bunnahabhain in versione torbata.

Note di Degustazione

Al naso c’è tanta carne sul fuoco, una griglia accesa e sfrigolante di costolette e bacon, con una forte vena minerale e sulfurea che a tratti porta verso il tartufo. Abbondanza di olive in salamoia, con note di agrumi (arancia rossa, kumquat), mela cotta, radice di liquirizia, spezie (anice, curcuma, pepe bianco) e legna bruciata. Sottofondo costiero, di scogli. Energico.
Al palato la legna bruciata prende il sopravvento, la griglia si sposta sul falò scoppiettante con una salinità accentuata: le specialità ittiche hanno preso il posto di quelle carnivore, tra aringhe e capesante gratinate con erbe aromatiche (rosmarino, timo) e pepe nero. Zenzero, chiodi di garofano e cumino punteggiano i sapori, ancora declinati in agrumi (tanti), liquirizia, frutta cotta (mela, pera, banana), zucchero di canna tostato e la parte sulfurea spinta sul fondo, in lunghezza.
Finale lungo e salino, con braci spente, spezie, agrumi, liquirizia, note sulfuree e minerali.

Nel bicchiere trovi esattamente quello che ti aspetti, giusto con quella nota fungosa più accentuata, ma in tutto e per tutto un classico Staoisha, né più né meno. E quindi buono.

Valutazione: 85/100

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