
Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 59,4%
Botte di invecchiamento: Ex bourbon refill
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Whisky Facile
Prezzo: € 109,00 su Whisky Shop
Sito web ufficiale: Whisky Facile
Valutazione: 89/100
Nel mondo del whisky non siamo nuovi a distillerie che usino nomi diversi per i propri imbottigliamenti, come Laphroaig quando, da indipendente, viene identificato come Williamson, o la versione torbata di Bunnahabhain che diventa Staoisha.
Ardmore, una delle rare distillerie che produce whisky torbato nello Speyside, quando toglie il fumo dal proprio distillato per un breve periodo durante l’anno si fa chiamare Ardlair (come la città vicina alla distilleria), e ovviamente non possono mancare le versioni indipendenti di questo whisky alternativo.
Primi in Italia a metterne uno in bottiglia, i diversamente giovani di Whisky Facile hanno scelto questa botte ex bourbon in collaborazione con Haus, noto cocktail bar di Bari: è passato qualche mesetto ormai, ma delle 237 bottiglie prodotte si riesce ancora a trovarne qualcuna in giro.
Note di degustazione
Al naso inizialmente l’alcol è pungente, ma è davvero questione di momenti e la pur importante gradazione sembra svanire, alzando il sipario su un profilo di frutta affilata (tipo Fruit Ninja): mela gialla, ananas, pompelmo, uva spina. Propoli. Sulla distanza, la frutta si adagia su delle tartellette in una generale crescita di elementi pasticceri di confetti alle mandorle e marzapane, il tutto percorso da una corposa vena minerale. Qualche impressione vegetale, di erba appena tagliata sul fondo.
In bocca ha una bella oleosità, di olio di semi, unita a una vivace dose di zenzero e pepe bianco che esaltano un carattere più dolce che all’olfatto, fatto ancora di frutta ma dedicata alla pasticceria: frolla, crema al limone, pasta di zucchero e pompelmo candito su cui tornano mela, ananas e uva spina. Morbido e coccoloso? Assolutamente no, resta affilato con quella vena minerale molto vivida, di whetstone, con radice di liquirizia, un tocco di anice e rabarbaro, propoli e ancora una nota vegetale di sottofondo, a tratti spingendosi fin quasi al fumo (arbusti bruciati) ma tenendosene però sempre distante. Gradazione evidente solo a fine sorso.
Finale lungo e (guarda caso) minerale, dove la vena vegetale si fa di cereale tostato con propoli, mela croccante, confetti alle mandorle e braci spente.
Non esattamente una bevuta spensierata, richiede tempo e concentrazione per afferrarne le sfumature e complessità, che nella gradazione trovano un complice subdolo e tutt’altro che compiacente. Si può assaporare anche senza tante elucubrazioni, il profilo è comunque netto ed evidente, ma merita tempo ed empatia.
