Douglas Laing & Co. Imbottigliatori indipendenti Isola di Skye Scozia Talisker Whisky dai 100 ai 200 euro

Old Particular Talisker 2010 10yo

Recensione di un single cask in bourbon

Provenienza: Isola di Skye (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 48,4%
Botte di invecchiamento: Ex bourbon hogshead refill
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Douglas Laing & Co.
Prezzo: € 135,95 su WhiskyClubItalia
Sito web ufficiale: www.douglaslaing.com
Valutazione: 87/100

Ai Talisker siamo particolarmente affezionati. Il classico 10yo, che ha fatto innamorare del whisky tanti bevitori e che rimane un dram imprescindibile per chiunque inizi il viaggio nel grande mondo di questo distillato, ha rappresentato un passaggio importante anche nella nostra formazione: è stata infatti una delle prime bottiglie comprate e finite.
E allora, con un pizzico di nostalgia per quei tempi di adolescenziale e didattico entusiasmo etilico, torniamo a versarne nel bicchiere. Ma non peschiamo dal core range, bensì dall’ampia proposta di Douglas Laing che oggi, nella sua linea Old Particular, ci offre l’opportunità di assaggiare un raro Talisker indipendente.
Si tratta di un single cask, una hogshead ex bourbon non di primo riempimento, imbottigliato nel 2021 dopo 10 anni di invecchiamento. Outturn di 383 bottiglie ancora in qualche modo reperibili in Italia.
Grazie a Lamberto per il generoso campione, raccolto al T-Day di Treviso del 12 novembre scorso.

Note di degustazione

Il colore ricorda molto da vicino quello del vino bianco.
Al naso, il primo impatto è con un fumo di camino, acre ma non troppo, seguito poco dopo da una sensazione complessiva di sottobosco, cioè un ensemble, unico e umido, di funghi, muschio e legno. Ecco il pepe, uno dei marcatori universalmente riconosciuti del profilo di Talisker, con note di salsedine e alghe che in un attimo ci portano di fronte al selvaggio mare di Skye. Ma emerge ben presto anche un lato dolce/fruttato, con impressioni di pasta frolla appena sfornata e mela gialla. Un olfatto meno vulcanico di quanto ci saremmo aspettati, ma assai accogliente.
Al palato, subito sale e pepe a volontà: il ruggito di Talisker verrebbe da dire, con una sensazione di carbone che pare disegnare un percorso aromatico diverso rispetto al naso. E invece anche qui troviamo una sensibile presenza di frutta, con mela gialla e pera acerba, e una dolcezza tutto sommato non così prevedibile, con meringa e crema al limone.
Il finale è discretamente lungo e caldo, e ci riconduce in spiaggia, con note di falò spento da ore, frutta sulla griglia e pepe.

Un Talisker più gentile di quelli cui eravamo abituati, con una botte che ha lavorato in punta di fioretto sul distillato, smussandone gli spigoli senza alterarne le peculiarità. Equilibrato, elegante e in definitiva raccomandabile per chi ha voglia di misurarsi con un whisky diverso e allo stesso tempo familiare.

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