
Provenienza: Scozia
Tipologia: Blended Scotch Whisky
Gradazione: 50%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex sherry
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Duncan Taylor Scotch Whisky Limited
Prezzo: € 30,25 su Spirit Italia
Sito web ufficiale: www.duncantaylor.com/whisky/black-bull
Valutazione: 82/100
Questo minaccioso bestione che ci osserva dall’etichetta rappresenta la razza Kyloe, la versione meno pelosa e più “resiliente” (a causa del clima) del noto bovino delle Highlands presente sul versante occidentale della regione, scelta come simbolo per un blended scozzese la cui natura vuole essere più “muscolosa” di quanto sia uso nella categoria.
Composto in parti uguali da malt e grain, tra Highlands e Speyside, e imbottigliato alla gradazione del 50%, nasce nel 1860 e ha avuto molta fortuna soprattutto negli Stati Uniti post-proibizionismo, arrivando ai giorni nostri nelle mani di Duncan Taylor che possiede il marchio dagli anni ’90.
La linea presenta versioni torbate e non, nonché invecchiamenti crescenti fino ai quarant’anni, e ha cambiato diverse volte abito, passando anche per questa edizione in bottiglia nera, affiancata da una più recente trasparente e dal design un po’ vintage.
Imbottigliamento base, non torbato, che rispecchia la ricetta originaria con una minima parte di botti ex sherry.
Note di degustazione
Naso molto fresco e amabile, in cui note minerali e lievemente iodate si intrecciano a quelle dolciarie e fruttate, con crema pasticcera, torta di pere, cereali cotti, succo di pesca, gelsomino. Yogurt all’albicocca. È la parte minerale e cerealosa che tende a prevalere in lunghezza, mantenendo una buona (per quanto semplice) compattezza aromatica, con la gradazione perfettamente integrata.
Al palato spara qualche cartuccia di spezie (pepe nero abbondante, timida cannella) su un profilo che segue alcune delle tracce dell’olfatto, perdendo per strada un po’ di intensità e scegliendo la compagnia dei cereali e della pera cotta con incursioni di limone e lime. Piuttosto secco, con l’apparizione del legno e di una parte vegetale e lievemente balsamica in lunghezza.
Finale abbastanza breve di legno, pera, limone, cereali.
Offre quello che ci può aspettare da un blended giovane e basico, con giusto quel tocco in più grazie a una ricetta in cui non è il grain a farla da padrone. Di certo non lascia il segno, ma non è nemmeno trascurabile, e in miscelazione ha un suo bel perché.
