Ardbeg Hunter Laing & Co,. Imbottigliatori indipendenti Isola di Islay Scozia Whisky dai 200 euro in su

The Kinship Ardbeg 1992 28yo

Recensione di un single cask scelto da Scott Laing

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 50,1%
Botte di invecchiamento: N/D
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Hunter Laing & Company
Prezzo indicativo: € 1.500,00
Sito web ufficiale: hunterlaing.com
Valutazione: 89/100

La serie Kinship (affinità) è stata inaugurata dall’imbottigliatore Hunter Laing (con selezioni di Scott Laing) per festeggiare l’inizio dei lavori di costruzione della loro prima distilleria, Ardnahoe su Islay, in occasione del Fèis Ìle del 2017, e da allora è diventata un appuntamento fisso annuale.
Sei bottiglie dall’invecchiamento molto importante, (quasi) tutte provenienti da Islay, e dal prezzo che ovviamente riflette questa loro rarità.
La bottiglia che assaggio oggi proviene dal Fèis (virtuale) del 2020, dove accanto a questo Ardbeg uscirono un Laphroaig del 1990 e quattro imbottigliamenti con vintage 1989, ovvero Bunnahabhain, Highland Park, Caol Ila e Bowmore.
Botte singola non dichiarata, 251 bottiglie a grado pieno, distillato del periodo in cui Ardbeg operava a singhiozzo grazie ai propri vicini e… basta, si beve!

Note di degustazione

Quando ti ritrovi Ardbeg di quest’epoca nel bicchiere il primo impatto è sempre di straniamento, sei abituato ai profili contemporanei e questa cosa qui almeno inizialmente non ti torna. La torba è vegetale e costiera ma con incursioni terrigne, minerali, niente schiaffoni bitumosi ma spezie, erbe aromatiche tostate, frutta grigliata (ananas, arance, mele) e fiori bruciati. C’è una componente industriale, da vecchio macchinario, di lubrificante e metallo, di stracci unti e rame ossidato. Nel tempo, si arrotonda e addolcisce, con una lieve patina cerosa.
Al palato sorprende con una parte floreale piuttosto accesa, che presto si immerge nei flutti tra ostriche e salamoia, con frutta tostata al peperoncino, anice, radice di liquirizia, marshmallow bruciati e limone. Posacenere usato sotto la pioggia e candele profumate spente.
Finale lungo di cenere, sale, liquirizia, paprika scaduta, noci bruciate.

Non nascondo un pizzico di delusione provata alla bevuta, dopo un’anticipazione così ricca e vittoriana che scivola in un palato comunque pieno ma meno carismatico. È pur sempre un privilegio provare botti simili, specie per quel periodo in particolare di Ardbeg, e l’esperienza c’è tutta.

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