
Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 49,8%
Botte di invecchiamento: Ex sherry ed ex PX
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Valinch & Mallet Ltd.
Prezzo: € 299,00 valinchandmallet.com
Sito web ufficiale: www.valinchandmallet.com
Valutazione: 93/100
All’ultimo Milano Whisky Festival, memori dell’assaggio effettuato un anno prima, e incredibilmente fortunati nel trovarne ancora qualche esemplare disponibile, abbiamo portato a casa la bottiglia di un single cask firmato Valinch & Mallet che celebra i 30 anni di “bad reputation” (come si legge in etichetta) di Fabio Ermoli.
Si tratta di un whisky distillato presso la Speyside Distillery nel settembre del 1991 e maturato, a leggere le informazioni diffuse dagli imbottigliatori, in prima battuta in una botte ex sherry probabilmente di terzo riempimento e per gli ultimi quattro anni in una ex PX.
Quando il caro Fabio ce l’aveva versato nel bicchiere, l’impressione era stata straordinariamente positiva. Vediamo come va oggi.
Per chi crede nel significato dei numeri e nel loro potere, la bottiglia in nostro possesso è la n. 245 di 245. Colore naturale e nessuna filtrazione a freddo, ovviamente.
Note di degustazione
Il colore è ambra carico.
Al naso, i primi sentori sono riconducibili alla frutta secca (mandorle e nocciole), con sfumature dolci di caramello e bacche di vaniglia, e impressioni di fichi e datteri. In sottofondo, una nota diffusa di cera per legno e un ensemble speziato di noce moscata e cannella. Col passare dei minuti lo spettro olfattivo si allarga fino a comprendere un ricordo di dolce lievitato, canditi (arancia e limone) e una vaghezza a metà fra il muschio e il legno bagnato. Ma, come diceva tanti anni fa Corrado durante La Corrida, “E non finisce qui”. Infatti seguono a ruota panettone e un tocco di marron glacé prima, ribes, liquirizia, salvia e limone poi. Il minimo che si possa dire per questo olfatto è che è cangiante e imprevedibile.
In bocca, dopo noci e mandorle, torna decisa la vaghezza fra muschio e legno bagnato. Difficile definirla in modo esatto, anche perché sembra cambiare da un sorso all’altro. Una leggera nota di zest d’arancia amara fa il paio con una di caramello, mentre la speziatura si assesta su un’impressione di pepe nero. Arachidi e anacardi piegano ancora verso la frutta secca, mentre la gradazione continua a vestire il whisky con un’eleganza assoluta.
Il finale è davvero lungo e speziato, con sentori di noce moscata e pepe, caramello, e un ricordo vivissimo di torta di mele bruciacchiata sui bordi.
Ogni whisky ha una storia da raccontare, sta a noi volerla ascoltare. Questo Speyside ci parla di 30 anni fa, quando il whisky era diverso, quando il mondo era diverso e quando anche noi eravamo diversi. Ci parla di qualcosa che è nato in un altro tempo e che, cambiando, è arrivato fino a noi. E lo fa attraverso una paletta aromatica così peculiare da non assomigliare a nessun’altra, una combinazione irripetibile di sfumature, come irripetibile è ogni avventura nascosta tra le pieghe del più generoso fra i distillati.
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