
Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 49,1%
Botte di invecchiamento: Ex bourbon hogshead refill
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Morrison Distillers
Prezzo: € 404,00 su Morisco Spirits
Sito web ufficiale: www.carnmorwhisky.co.uk
Valutazione: 88/100
Quando si entra nell’ufficio di Fabio Ermoli, mente (e cuore) di Lost Dram Selections, è un po’ come trovarsi nel paese dei balocchi: oltre alle bottiglie che occupano ogni scaffale disponibile, si trovano miriadi di sample di tutti i generi e qualità, da perderci la testa.
E tra una chiacchiera e l’altra, con un guizzo della mano Fabio ti piazza davanti una bottiglietta, “toh, prova questo”, “ah, se vuoi c’è anche questo”, e tu puoi solo annuire in pieno overload di informazioni e aneddoti che ti affollano i pensieri.
Poi torni a casa, riprendi in mano tutte le boccette che hai infilato nello zaino senza nemmeno guardarle, e ti ritrovi delle chicche incredibili.
Càrn Mòr è l’etichetta da imbottigliatore indipendente di Morrison Distillers, che più volte abbiamo già incontrato su queste pagine, ed esiste da quando si chiamava ancora Morrison & McKay.
Ed è proprio da quell’epoca (siamo nel 2018) che proviene il campione che mi trovo nel bicchiere, un quasi trentenne Caperdonich (distilleria chiusa e demolita da anni), imbottigliato per la serie Celebration of the Cask, botte singola ex bourbon di secondo riempimento che ha prodotto 203 bottiglie a grado pieno.
Coincidenza vuole che l’unico altro Caperdonich che abbia provato sia stato sempre un single cask imbottigliato da Valinch & Mallet, altra creatura di Ermoli in combutta con Davide Romano: potrei trovarci un qualche significato cosmico in questo, ma sono distratto dai profumi del dram e preferisco restare sul concreto.
Note di degustazione
All’olfatto è subito frutta cremosissima, una composta di pesche, albicocche, pere mature e melone bianco al contempo delicata e intensa, accompagnata da fragrante panettone, pasta di zucchero, scorzetta di limone e una sottile vena mentolata. Un fondo ceroso e caldo accarezza gli aromi, dando una connotazione di miele e burro che coccola le narici. Elegante e pieno.
Ed è ancora la frutta a presentarsi al palato, in una composizione più leggera e fresca che vira sul tropicale lasciando spazio a note speziate (zenzero, pepe bianco) e componenti vegetali e minerali, con gli afflati balsamici e mentolati che acquistano più corpo. In piena dissonanza con gli aromi olfattivi, la parte calda e morbida finisce sottotono, con miele e vaniglia ridotti al rango di comparse, mentre domina una linea amarotica in cui tabacco, limone e tocchi di rabarbaro completano un quadro complesso e stratificato.
Finale abbastanza lungo di note vegetali, agrumi, frutta bianca e tabacco.
Non nascondo mai la mia predilezione per i whisky che sappiano sorprendermi, e questo quasi trentenne non fa eccezione: la dicotomia tra olfatto e gusto è spiazzante, sembra quasi di approcciarsi a due dram diversi, ma conferma le impressioni che mi ero fatto sull’altro imbottigliamento che ho avuto modo di provare. Se anche a voi piacciono le esperienze ricche e inattese, Caperdonich è decisamente la vostra tazza di tè.
