
Provenienza: Wicklow (Irlanda)
Tipologia: Single Malt Irish Whiskey
Gradazione: 46%
Botte di invecchiamento: Ex Bourbon, vergini e first fill giapponesi
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Glendalough Distillery
Prezzo indicativo: € 85,00
Sito web ufficiale: www.glendaloughdistillery.com
Valutazione: 86/100
Ancora agli albori del blog abbiamo tessuto gran lodi per il tredicenne degli irlandesi di Glendalough affinato in botti realizzate con legno giapponese, la cui complessità e ricchezza ha trovato pochi pari da allora.
A fine febbraio di quest’anno la distilleria ci ha riprovato, realizzando questo sette anni con affinamento sempre in botti vergini mizunara, che si va ad affiancare a una maturazione simile ma affinata in botti ex porter.
Il legno mizunara presenta molte difficoltà di lavorazione e, a detta del co-fondatore Donal O’Gallachoir, “non andrebbe mai usato per farci delle botti”, eppure grazie a un accordo con un bottaio giapponese la distilleria se ne è assicurate diverse, prevedendo di produrre un paio di imbottigliamenti l’anno che abbiano giovato di questo legno così peculiare.
Sette anni in botti ex bourbon, cui sono seguiti quattro mesi in botti mizunara al 70% vergini e al 30% usate in precedenza sempre per la maturazione di whiskey di Glendalough.
La decorazione che adorna il collo della bottiglia è un richiamo al “filo rosso del destino”, leggenda popolare del Giappone secondo cui ognuno di noi fin dalla nascita è legato alla propria anima gemella da un invisibile filo rosso.
Note di degustazione
Al naso il sentore del malto è piuttosto intenso, venato da punte acidule di frutti rossi (mirtilli, lamponi) e tropicali (cocco, lychee) con prugne, uvetta, marzapane, semi di sesamo. Il comparto speziato offre noce moscata e curcuma, mentre a tratti si alternano note di caramello e sentori erbacei, quasi vegetali (finocchio, cetriolo). Decisamente bizzarro.
Al palato l’impressione è di trovarsi davanti a una bomba sherried: frutti rossi maturi come amarene, more e mirtilli inondano la bocca assieme a prugne secche, datteri e cannella, con cuoio e caffè a fare da sfondo. Impunture di cioccolato e liquirizia su una texture molto densa con una certa secchezza sul lungo termine.
Finale abbastanza lungo e secco, di frutti rossi, cioccolato, cannella, note vegetali, cuoio.
Come già detto per il 13 anni, le botti Mizunara aggiungono profondità e complessità al distillato, al punto da renderlo cangiante e sfaccettato soprattutto in fase olfattiva, mentre al palato pare appiattirsi su strade più note sebbene inattese. Forse peccato di gioventù, perché anche in bocca si percepisce la potenzialità dell’inespresso. In ogni caso, non lascia indifferenti.
