Glenmorangie Highlands Scozia

Glenmorangie The Nectar d’Or

Recensione del whisky di Glenmorangie affinato in botti ex vino sauternes.

Provenienza: Highlands (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex sauternes
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva:
Proprietà: Moet Hennessy
Prezzo: € 58,00 su Whisky Italy
Sito web ufficiale: www.glenmorangie.com
Valutazione: 88/100

Glenmorangie è una distilleria “pioniera” in tema di affinamento del whisky. Più di trent’anni orsono, infatti, è iniziato un percorso di ricerca sulle botti che ha fatto scuola e che, sotto la guida dell’intrepido Bill Lumsden, Director of Distilling and Whisky Creation, procede tuttora.
Il core range di Glenmorangie comprende da tempo, pur con periodici ritocchi di invecchiamento e di packaging, tre finish ormai consolidati: il Quinta Ruban, il Lasanta e il Nectar d’Or, whisky affinati rispettivamente in botti ex porto, ex sherry ed ex sauternes.
Ed è proprio il Nectar d’Or che assaggiamo oggi.

Insieme al tokaji ungherese, il sauternes è uno dei vini dolci più pregiati al mondo. La sua produzione, che segue rigorosi disciplinari stabiliti fin dal 1855, avviene nel piccolo comune omonimo, poco a sud di Bordeaux, a partire da vitigni di semillion e muscadelle (e una piccola parte di sauvignon blanc) che vengono attaccati da una muffa particolare, la botritis cinerea, detta anche muffa nobile perché, se ben gestita, permette di ottenere una straordinaria concentrazione di zuccheri e acidità. È quindi un passito muffato, e porta sentori di frutta candita, albicocche, pesche, ananas, miele, arancia, zenzero e zafferano. Ma i top sauternes arrivano persino a note estremamente complesse di idrocarburo, ceralacca e concia.
Imbottigliato a 46% ABV senza filtrazione a freddo, il Nectar d’Or presentava, fino all’estate del 2019, un’età dichiarata: 12 anni, 10 passati in botti ex bourbon e 2 in botti ex sauternes. La nuova versione, invece, è a tutti gli effetti un NAS (No Age Statement), con la specifica Sauternes Cask Finish in etichetta. È quest’ultima, in ogni caso, quella in esame.

Il colore tiene fede al nome: oro caldo.
Al naso la primissima impressione è vinosa, ma tende a smorzarsi presto. Resistono invece un sentore di biscotto al burro, una nota di cioccolato bianco (la più lunga e intensa) e un accenno di mela gialla. Il profilo olfattivo è arricchito, su un sottofondo di bouquet floreale ben assortito, da un tocco di cedro, una fragranza di paglia, una generosa spolverata di noce moscata e un accenno di albicocca disidratata.
Al palato, questo whisky dal corpo setoso si mostra perfettamente coerente, con un elegante ventaglio di aromi riconducibili al biscotto al burro, al cedro e all’albicocca disidratata, abbondantemente speziati con noce moscata. Inedito ma ben integrato, un sentore di legno chiaro lucidato.
Il finale, di media persistenza, lascia in bocca una piacevole sensazione di biscotto e di noce moscata.

Un affinamento rischioso ma a conti fatti riuscito per un Glenmorangie che, pur influenzato dalla dolcezza del vino (più all’olfatto che al palato), non ha abdicato al suo invidiabile equilibrio.

Gli altri imbottigliamenti nel blog:
Glenmorangie Quinta Ruban
Glenmorangie Signet
Glenmorangie The Duthac
Glenmorangie The Original
Glenmorangie The Tayne

Le recensioni degli altri:
Whiskey Consensus (inglese)

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