Glen Moray Scozia Speyside

Glen Moray 15yo

Recensione del quindici anni della distilleria dello Speyside.

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 40%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex sherry oloroso
Filtrato a freddo:
Colorazione aggiuntiva:
Proprietà: La Martiniquaise
Prezzo: € 53,00 su Whisky Italy
Sito web ufficiale: http://www.glenmoray.com/
Valutazione: 78/100

Si aggiunge anche Glen Moray al nostro già ricco portafoglio di speysider, distilleria situata sulle rive del fiume Lossie a Elgin che produce circa 4 milioni e mezzo di litri di whisky all’anno.
Fondata come azienda produttrice di birra (Elgin West Brewery) da Robert Thorne e figli nel 1830, nel 1897 inizia a produrre whisky, usando per l’invecchiamento diversi tipi di botti, pratica comune al giorno d’oggi ma che all’epoca era alquanto inusuale.
Dopo un grave incendio e successiva ricostruzione, la produzione andò via via scemando fino alla chiusura nel 1910, fin quando marchio e struttura non vengono acquistati dalle famiglie MacDonald e Muir (futuri Glenmorangie) circa un decennio dopo, riprendendo la produzione grazie anche al lancio di una rarità nel 1924. un imbottigliamento vintage del 1893.
Negli anni ’50 prima e negli anni ’70 poi viene allargata la produzione, fino alla cessione nel 2008 da parte di Moet Hennessy (proprietari di Glenmorangie) agli attuali proprietari, che usano il malto prodotto da Glen Moray soprattutto per il proprio blended Label 5.

Sicuramente non è una distilleria cool o dalla grande presa sul pubblico, ma si presenta con un nutrito portafoglio di whisky, divisi qualche anno fa in collezioni: Elgin Classic Collection (tutti NAS con diverse finiture), Elgin Heritage Collection (con il 12, 15 e 18 anni e il Fired Oak), Elgin Reserve Range (con Edinburgh Rugby Private Edition) ed Elgin Prestige (con Glen Moray Mastery, contenente malti anche degli anni ’70).
Ringrazio Giorgia Vendramin di Compagnia dei Caraibi per la gentile bottiglia.

Al naso si presenta con un tocco floreale, delicato, dalla crescente componente fruttata di pesca e mele mature, vaniglia, miele, cannella, tocco agrumato. Pasta frolla. Molto piacevole, da pastina dolce fresca.
Al palato la dolce ricchezza dell’olfatto si perde parecchio, colpa probabilmente della diluizione che ha spento gli aromi. Restano la frutta, la vaniglia, i cereali, un pizzico di cannella, ma sono molto leggeri, fugaci, lasciando presto spazio alla secchezza del legno che rende la bevuta più ispida. Leggero retrogusto metallico.
Finale di media lunghezza, secco, preminentemente di yogurt alla nocciola con vaniglia, cereali, legno.

Il naso promette bene, il finale non è male (se vi piace la nocciola), quello che c’è in mezzo… ’nsomma… si lascia bere, ma è troppo etereo, fuggevole, la bassa gradazione non fissa gli aromi e li fa scappare in fretta. Non dico proprio cask strength, ma sei/sette gradi in più potrebbero ribaltare il risultato meglio di un Borghese.

Le recensioni degli altri:
WhiskyFacile

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