Blended Scotch Compass Box Highlands Scozia

The Story of the Spaniard

Recensione del The Story of the Spaniard, blended scotch delle Highlands dell'eclettica Compass Box.

Provenienza: Highlands
Tipologia: Blended Scotch Whisky
Gradazione: 43%
Botti di invecchiamento: Sherry butt first fill e refill, ex vino spagnolo, botti francesi carbonizzate, hogshead refill,botti ri-carbonizzate
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Compass Box Whisky Co.
Prezzo indicativo: € 60,00
Sito web ufficiale: https://www.compassboxwhisky.com/
Valutazione: 85/100

Quando ci si trova a trattare un blended di Compass Box, la loro politica di totale trasparenza mette di fronte a una quantità di informazioni a cui non siamo di certo abituati.
Delle botti usate per questo blended vedete il lungo elenco in testa, ma a differenza dei Facili non temo la sfida, e di seguito trovate la ricetta originale:
40% di whisky realizzato “vicino” ad Aberlour in sherry butt first fill;
25% di whisky di Teaninich in botti ex vino spagnolo;
15% di un blend (Clynelish, Teaninich e Dailuaine) in botti di quercia francese ibride e carbonizzate;
8% di whisky di Deanston in sherry butt refill;
7% di whisky sempre di Deanston hogshead refill;
5% di whisky di Glen Elgin in botti ri-carbonizzate.
La composizione, dalla prima produzione del 2018, cambia leggermente di anno di anno, ma con le basi (botti ex sherry e vino spagnolo) sempre costanti.
Avevano ragione i Facili, c’è da avere mal di testa…

La sempre sontuosa etichetta fa pendant al bizzarro nome scelto per questo blended, un omaggio al primo incontro di John Glaser con un uomo nel sud della Spagna che lo introdusse alle meraviglie dello sherry, riscoperte in seguito proprio grazie ai whisky invecchiati nelle botti che l’hanno contenuto (che a molti fanno invece storcere il naso!).
Lo Spaniard è altresì un omaggio all’omonimo locale newyorkese per cui tempo prima avevano creato un whisky.
Avendo uno dei sample ufficiali (parte di una collezione di tre in un, manco a dirlo, bellissimo cofanetto), non mi è dato saperne il batch (ma suppongo sia il primo).

Oro pieno con riflessi ambrati nel bicchiere.
Sherry a profusione al naso, come da copione, molto caldo e con i tannini belli presenti. Zuppa inglese, scorza di limone, mela matura, noce moscata e un fondo di legno appena tagliato. Fa molto cabaret di paste della domenica portato su un ciocco di legno come vassoio, un whisky da pasticceria di montagna.
L’imbocco è molto vinoso, quasi marsalato, e scorre come velluto in bocca (gradazione in questo senso perfetta). Una punta piacevolmente speziata evoca il vin brulè, con una fettina d’arancia e pezzetti di mela rossa che galleggiano. Ancora legno di sottofondo. Non è decisamente il “solito” sherried.
Il finale è medio-lungo, molto secco, di spezie, vino rosso e tanto calore.

Morbido e suadente, beverino senza essere piacione, con quelle leggere note stridenti del vino che gli danno tridimensionalità.
Potrebbe piacere persino a chi non ama gli sherried!

Gli altri imbottigliamenti del blog:
The Peat Monster
The Spice Tree

Le recensioni degli altri:
Whisky Facile
The Scotch Noob (inglese)
The Whiskey Jug (inglese)

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