Campbeltown Glen Scotia

Glen Scotia The First Edition 1991

Recensione del Glen Scotia 1991, in un imbottigliamento indipendente di 22 anni.

Provenienza: Campbeltown (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 59,6%
Botti di invecchiamento: Ex Bourbon refill
Filtrato a freddo: No.
Colorazione aggiuntiva: No.
Proprietà: Hunter Laing & Company (Loch Lomond Group)
Prezzo medio: € 133,00
Sito web ufficiale: https://hunterlaing.com/range/first-editions/
Valutazione: 92/100

Un tempo Campbeltown era di fatto la capitale del whisky scozzese, con più di una trentina di distillerie attive nel diciannovesimo secolo e una produzione di circa 5 milioni di litri, davvero impressionante per i tempi.
Oggi le cose sono decisamente cambiate, le distillerie aperte sono solo tre ma la produzione complessiva in litri è poco meno della metà: potere del progresso!
Assieme a Springbank e Glengyle, c’è dunque anche Glen Scotia a tenere alta la bandiera di questa ricca zona produttiva, e come spesso accade alle distillerie più vecchie, ha alle spalle una storia travagliata.

Fondata nel 1832, resta a gestione famigliare per qualche decina d’anni per passare in seguito nelle mani prima di Duncan MacCallum e poi della West Highland Malt Distillers. Con la nota crisi che ha investito il whisky negli anni ’20, la produzione torna a MacCallum, i cui sforzi per salvare l’azienda dalla bancarotta non producono i risultati previsti e lo portano al suicidio gettandosi nel lago (e leggenda vuole che il suo spirito infesti tutt’oggi la distilleria).
Altri passaggi di mano, altre chiusure e tentativi di rilancio, arrivando al 1999 con l’attuale proprietà che, anche grazie all’aiuto per il primo anno del personale di Springbank, mantiene attiva da allora la produzione della distilleria.
Quello in esame oggi è un single cask (ovvero proveniente da un’unica botte) a grado pieno, della serie The First Edition dell’imbottigliatore indipendente Edition Spirits (oggi Hunter Laing & Company), distillato nel 1991 e imbottigliato dopo 22 anni nel 2013.

Il colore del whisky di questa bottiglia (la 39 su 219, per la cronaca) è di un bell’oro pieno.
Stupisce l’assenza al naso della puntura alcolica, particolarmente elevata, che lascia invece spazio a note salate (quasi marine) e un fumo leggero, accompagnati da limone e una punta di cereale dolce. Semplice ma non banale.
Al palato esplode la fumosità, molto vivace e accesa (22 anni? Sul serio?), il salato vira decisamente sul marino con un pizzico di legno, che accarezza e non disturba. Note pepate con qualche puntatina di dolce (vaniglia e caramello). Intenso e oleoso, avviluppa la bocca con un manto suadente, dove la forza dell’alcol scalda ma non brucia. Spunta anche un po’ di liquirizia. Davvero potente.
Il finale è lungo, fumoso e speziato, con un sottofondo dolce.

Un’espressione davvero unica, ben attiva pur con un invecchiamento importante, dove i legni sono presenti senza invadenza.
Peccato sia poco reperibile, e quasi per nulla recensita.

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