Scozia: altre isole Tobermory

Wilson&Morgan Ledaig 2008

Recensione del Ledaig imbottigliato dagli italiani Wilson & Morgan.

Provenienza: Mull (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 48%
Botti di invecchiamento: Ex Bourbon
Filtrato a freddo: No.
Colorazione aggiuntiva: No.
Proprietà: Wilson&Morgan (Tobermory).
Prezzo medio: € 39,00
Sito web ufficiale: https://www.wilsonandmorgan.com/
Valutazione: 79/100

Eccoci al primo imbottigliatore indipendente del nostro blog, e cominciamo da un’azienda tutta italiana, nonostante il nome.
Wilson&Morgan nasce nel 1992 (anno che ha segnato diverse novità in Italia per cui in effetti era richiesto bere parecchio!), per iniziativa di Fabio Rossi e della sua famiglia.
Selezionatori di botti scelte con cura dalle varie distillerie scozzesi, con imbottigliamenti divisi in varie linee tra cui la Barrel Selection di cui fa parte quello presente, con una preferenza per gli Scotch provenienti da Islay.

Qui invece siamo sull’isola di Mull, con una botte di Ledaig, il torbato della distilleria Tobermory (che una volta si chiamava, appunto, Ledaig: in Scozia non ci si annoia mai), proprietà della sudafricana Distell Group Limited.
Si tratta di un 10 anni, distillato nel 2008 e imbottigliato nel 2018, di cui esiste nella stessa linea una versione extra strength a 50%.
È quest’ultimo in effetti a essere più facilmente reperibile in rete, sia come acquisti che come recensioni, mentre la bottiglia tra le mie mani pare essere snobbata dai più: ammetto di averla acquistata attratto soprattutto dal prezzo (davvero stracciato), bisogna vedere se ne sia valsa comunque la pena.

Un bel giallo paglierino ci accoglie versando il whisky nel bicchiere, quasi da vino bianco.
Ma basta avvicinare il naso per capire che no, decisamente non è un Tavernello: torba marittima, con molto bacon e un tocco medicinale. Quasi quasi pare di stare su Islay, e io ci cascherei di sicuro ad annusarlo al buio. La gradazione alcolica non si fa sentire, a lasciarlo respirare si percepisce un lieve sentore limonoso, un po’ astringente.
Al palato, l’alcol si ricorda di essere a 48 gradi e saluta allegramente, spingendo la torba ancora più carnosa. Il tocco medicinale si fa piccino piccino, lasciando spazio a quello salino e vegetale, con il fumo che fa sempre da padrone. Non aggressivo ma deciso, con un corpo pieno e scorrevole, senza guizzi ma nemmeno cedimenti. Sulla lunghezza, torna il limone, assieme a un pizzico di dolcezza (ma proprio un pizzico: di ruffiano qui non c’è nulla).
Il finale è medio, salato e fumoso, di cenere, un po’ secco ma piacevole.

Malto intrigante, non molto complesso ma una gradevole digressione isolana, che visto il prezzo davvero contenuto vale ampiamente l’acquisto.
Non ho trovato recensioni che parlassero di questo imbottigliamento, quindi dovrete fidarvi di me…

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