Auchentoshan Finn Thomson Imbottigliatori indipendenti Lowland Scozia Whisky dai 200 euro in su

Finn Thomson Auchentoshan 32yo

Recensione di un single cask ex bourbon

Provenienza: Lowland (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 49,9%
Botte di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: MacGregor Thomson Whiskies Ltd
Prezzo: € 549,00 su WhiskyShop
Sito web ufficiale: finnthomson.com
Valutazione: 89/100

Se per gli imbottigliatori indipendenti storici è facile parlare delle proprie radici nel mondo del whisky, quelli più recenti spesso si reggono semplicemente sulla passione dei fondatori.
Finn Thomson ha compiuto approfondite ricerche arrivando a legare la propria famiglia al mondo del whisky sin dal 1772, quando James Thomson distillava abusivamente, passando per l’acquisto della distilleria Grandtully (che ebbe vita breve) nella prima metà dell’ottocento, fino ad arrivare al secolo scorso con la bottega a Perth gestita da Peter Thomson che creò il proprio blend, Golden Beneagles.
Ed è dal patrimonio di botti passato di generazione in generazione che Finn attinge per la sua azienda, fondata nel 2017, iniziando a imbottigliare con il suo nome dal 2022, autodefinendosi Master Bottler.
La Private Cask Collection si divide in tre linee: The Core Collection, composta da imbottigliamenti tra i cinque e i quattordici anni, The Crown Collection, con le rarità (al momento solo un Glenlivet 50yo) e The Rare Collection, con whisky di almeno trent’anni da cui proviene questa bottiglia.
Distillato di ottobre del 1989, imbottigliato a luglio del 2022 da singola botte hogshead in 180 bottiglie a grado pieno, scelta da Finn tra tre campioni in una giornata di campeggio con il padre e il nonno: a proposito di tradizione famigliare.

Note di degustazione

Al naso è una macedonia di frutta (pera, pesca, buccia d’uva bianca e kiwi) con gocce di lime, miele di castagno, toffee, cera d’api e lemon tart, con una vivace nota balsamica che impregna ogni sentore in cui, a tratti, fa capolino un’impressione di funghi secchi. Una dolcezza cui la parte acida impartisce un contegno austero, quasi algido.
Acidità che resta ben evidente anche al palato, dando ampio margine a pepe bianco e limone che scorrazzano per la bocca, riprendendo il tema della frutta declinato sempre nelle tonalità del bianco, con incursioni di ananas sulla dominazione di pera e kiwi. Poco spazio per la dolcezza, una bevuta aspra come la vita di cui solo la parte vegetale, balsamica e micologica, riesce a spezzare l’egemonia, aprendo le porte a tabacco, mandorle e gesso. In lunghezza, nota salata e un flebile refolo di fumo, mentre vaniglia e miele si fanno spettatori in piccionaia.
Finale lungo e secco, inevitabilmente aspro e balsamico, dai tratti mentolati, con lime, frutta secca, pera, tabacco, funghi secchi e sale.

Se qualcuno ancora pensa che Auchentoshan non abbia personalità, dovrebbe provare questa bottiglia: elegante, rigorosa, impietosa anche, con tanto da raccontare dalla botte quanto dal distillato, anche in modo inatteso. Il prezzo, certo, è un deterrente, ma se avete la fortuna anche solo di assaggiarlo avrete un’esperienza davvero unica.

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