
Provenienza: Trentino Alto Adige (Italia)
Tipologia: Italian Mountain Single Malt Whisky
Gradazione: 47,6%
Botti di invecchiamento: Quercia nuove con affinamento in abete rosso nuove
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Villa de Varda
Prezzo: € 73,00 su Villa de Varda
Sito web ufficiale: www.villadevarda.com/whiskyinquota
Valutazione: 81/100
La via italiana al whisky si arricchisce di un nuovo protagonista, che ha deciso di mettere in gioco la propria centenaria esperienza nella distillazione per dare vita a un prodotto che incarni lo spirito del suo territorio.
Se parlare di terroir nel whisky è sempre un po’ borderline, in questo caso Villa de Varda (azienda famigliare nota per l’ottima grappa trentina) ha voluto porre al centro uno stile tutto italiano: cereali coltivati in quota da piccoli agricoltori della zona, acqua pura delle Dolomiti, distillazione classica (bagnomaria e colonna) e l’uso di botti realizzate con un legno che incarna l’unicità del Trentino, l’abete rosso.
È la foresta di Paneveggio della Val di Fiemme a fornire la materia prima per queste botti uniche, già utilizzate per la grappa, un legno apprezzato per le proprie qualità da Stradivari, che lo usava per creare i propri violini, da cui il nome “foresta dei violini”.
Sulla nascita di questo whisky e la sua lavorazione vi rimando all’intervista con Mauro Dolzan che a breve apparirà su queste pagine, mentre ora assaggio il primo dei quattro imbottigliamenti d’esordio della linea, presentati a Eataly di Milano lo scorso ottobre assieme ai due single cask realizzati per la catena.
Maturazione iniziale in classiche botti nuove di quercia, ha visto l’affinamento di alcuni mesi sempre in botti nuove ma di abete rosso, per circa tre anni e mezzo complessivi di invecchiamento e 1678 bottiglie prodotte.
Note di degustazione
Al naso tanta noce moscata su pane caldo, legno appena tagliato (resina), frutta secca (mandorle, pinoli), vaniglia con tendenza al toffee e una venatura mentolata e balsamica, evidente specie in lunghezza. Un panificio in pieno bosco.
In bocca tornano le spezie, seppure pacate, in un complesso che si fa più balsamico dove tornano resina ed evocazioni boschive, con incursioni di caffè, liquirizia e cioccolato. Tocchi di anice e rabarbaro, mentre la parte più dolce viene relegata sullo sfondo, con toffee che appare solo a tratti.
Finale mediamente lungo e balsamico, mentolato, con note di caffè, legno, pane, anice e frutta secca.
Un whisky ancora acerbo ma che già esprime la sua personalità montanara, come nelle intenzioni del suo creatore, e in questo senso pienamente riuscito. Schietto e diretto e con grande bevibilità, è una promessa di ricchezza e profondità che sono certo il tempo saprà donargli.
Un altro punto di vista:
Il Bevitore Raffinato

grand bell’articolo. grazie per averlo proposto.
Grazie a te per aver avuto la passione per crearlo!