
Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 57,5%
Botti di invecchiamento: Ex madeira refill
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Kilchoman
Prezzo indicativo: € 112,00
Sito web ufficiale: kilchomandistillery.com
Scheda della distilleria
Grazie a Whisky Club Italia e a Lamberto, latore dei sample, inizio con oggi una serie di assaggi provenienti dal whisky tasting organizzato proprio da Whisky Club Italia l’8 giugno scorso. Ci sono un paio di imbottigliamenti dedicati al Fèis Ìle del 2025 (Kilchoman e Bowmore), un paio di proposte handfilled (Caol Ila e Lagavulin) e un paio di campioni che arrivano dritti dritti dall’Open Day di Springbank.
E comincio volentieri da Kilchoman che agli appassionati accorsi sull’isola ha offerto un whisky davvero esclusivo: il vatting di due botti ex madeira refill riempite nel 2015 e imbottigliate dopo 9 anni al 57,5% in soli 615 esemplari venduti esclusivamente in distilleria a £ 97,50 ciascuno e oggi – immagino – già esauriti.
La torbatura dichiarata è di 20ppm.
Il perché della scelta di queste botti nelle parole di Anthony Wills, fondatore di Kilchoman: “Mentre cercavo qualcosa di un po’ insolito da imbottigliare, mi sono imbattuto in diverse hogshead di Madeira che erano state riempite con il nostro spirito 100% Islay nel 2015. È molto raro che il nostro distillato 100% Islay maturi completamente in botti diverse da quelle ex bourbon o ex sherry, quindi sono stato entusiasta di trovare queste botti insolite che stanno venendo così bene. Il livello di peating più leggero permette alle note decise del Madeira di emergere nel whisky”.
Note di Degustazione
Il colore ricorda da vicino quello del caramello, solo appena un po’ più chiaro.
Al naso, la firma di Kilchoman è ben riconoscibile nelle note di grasso sfrigolante sulla griglia e di fumo di falò. Sentori intrecciati di caldarroste e di aceto balsamico fanno da preludio all’ingresso in scena di marcatori come la pasta frolla e il cioccolato fondente, con una generosa spolverata di pepe a ispessire il tono. La frutta, nelle sembianze dell’albicocca, è nettamente percepibile in sottofondo, mentre un tocco balsamico di liquirizia e vaghe memorie di inchiostro arricchiscono ulteriormente il ventaglio olfattivo.
In bocca il pepe è subito aggressivo, con un robusto ricordo di carbone a sostenerlo. Le caldarroste tornano dall’olfatto, ma lasciano presto spazio a note di uvetta sulla griglia, di malaga e di caffelatte. Avverto poi un sentore del tutto specifico che fatico a tradurre verbalmente: tipo “casa della nonna”, un misto di velluti e broccati, di buona cucina, qualcosa di rotondo e accogliente, molto evocativo sul piano personale. Chiude il quadro un più facilmente definibile ricordo di orzata.
Il finale di media persistenza è caldo e pepato, con il fumo che si attenua piano piano fino a scomparire del tutto, e una vaghezza cremosa che rimane ad accarezzare la lingua, invitando al sorso successivo
Conclusioni: Un imbottigliamento del tutto peculiare, come era legittimo aspettarsi dall’occasione e dai legni scelti. Secondo il mio modesto giudizio, le botti ex madeira si sentono soltanto in alcune virate verso una dolcezza cremosa peraltro molto trattenuta. Ben riconoscibile, invece, è lo spirito unico di Kilchoman, il che forse, agli appassionati della distilleria, è quello che importa di più.
Valutazione: 87/100
