
Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Proprietà: Diageo
Scheda della distilleria
Quando si parla di Port Ellen, il cuore di tanti appassionati accelera i battiti e le mani iniziano a sudare, sia chi c’era quando la distilleria era ancora attiva, sia chi ha potuto scoprirla solo postuma.
Appartenendo a quest’ultima categoria, fino a oggi ho potuto conoscerla solo attraverso racconti e articoli, assaggiando occasionalmente qualche fortuito campione da chi ha voluto generosamente condividerlo.
Port Ellen nasce per volontà di Alexander Mackay nel 1825 con il nome di Leodamus, ed è la prima a installare la “spirit safe” in Scozia. Mackay in breve dichiara fallimento e dopo essere passata di erede in erede, John Ramsay (parte della famiglia) rileva l’attività nel 1836, ed è sotto il suo controllo che la distilleria cresce e si sviluppa, a vantaggio anche della comunità della zona, essendo la prima a spedire il proprio whisky direttamente in Nord America.
Dopo la sua morte, Port Ellen passa prima alla moglie e poi al figlio, ma la crisi costringe la famiglia a cedere tutto alla Port Ellen Distillery Co. Ltd. di James Buchanan e John Dewar nel 1920, per poi confluire nella futura Diageo cinque anni dopo.
Chiusa tra il 1930 e il 1960 (ma con i pavimenti di maltaggio sempre attivi), riapre dopo un profondo riammodernamento nel 1967, e nel 1973 viene inaugurata la malteria appena accanto per fornire la materia prima alle altre distillerie isolane del gruppo. La produzione finisce interamente nei blended, con un unico imbottigliamento ufficiale realizzato in occasione della visita della regina Elisabetta nel 1980, ed è nel 1983 che Port Ellen chiude definitivamente per il “whisky loch”, preferendo mantenere attiva Caol Ila vista la maggiore capacità produttiva e similitudine del distillato, mentre resta attiva la malteria, che dal 1987 e fino a poco tempo fa ha continuato a rifornire tutte le distillerie dell’isola.
Demolita nel 1999, è dall’anno precedente che inizia a costruirsi il mito di questa distilleria perduta, con un single malt celebrativo dei 25 anni della malteria cui segue la prima espressione per la linea Rare Malts, il Port Ellen 1978 20yo. Nel 2001 esordiscono le Special Release, di cui Port Ellen ha fatto parte per molto tempo fino all’ultima espressione, un 37yo, uscita nel 2017, anno in cui Diageo annuncia il progetto di rinascita della distilleria, inaugurata nel 2024.
Innumerevoli sono stati negli anni gli imbottigliamenti speciali, realizzati da Diageo e da diversi imbottigliatori indipendenti, che hanno contribuito a far crescere la leggenda di Port Ellen, distilleria ignorata dai più finché era attiva e che raggiunge quotazioni stellari nelle aste contemporanee, e oggi ne assaggio ben quattro bottiglie indipendenti provenienti dalla produzione tra gli anni ’70 e ’80.
Port Ellen 1983 11yo Bottigliera Corsini

Gradazione: 43%
Botte di invecchiamento: N/D
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Bottigliera Corsini
Prezzo indicativo: € 1.500,00
Sito web ufficiale: bottiglieriacorsini.it
Il ristorante Corsini è un’istituzione a Verona, con un’importante bottigliera punto di riferimento anche per il whisky, rappresentato qui da uno dei pochi imbottigliamenti realizzati con la propria etichetta nel 1995, proveniente dagli ultimi distillati prodotti prima della chiusura.
Note di Degustazione
Torba agrumata dalle incursioni costiere al naso, in cui il succo di limone irrora ostriche come nella più classica delle tradizioni gastronomiche assieme a capesante gratinate, olive in salamoia ed erbe aromatiche bruciate (timo, rosmarino, maggiorana). Non manca il lato pasticcero, tra crema catalana, lemon tart, burro bruciato e confetti alle mandorle, il tutto percorso da una leggera nota tra il minerale e l’idrocarburo. A tratti, emana una parte mentolata e, nel tempo, emerge sul fondo una carezzevole nota di cera d’api. Compatto ed elegante.
Al palato conferma l’animo citrico, con una freschezza e briosità piuttosto accentuate tra le componenti costiere (ittiche e saline), torbate (griglia marittima, idrocarburi) e dolciarie (crème brûlée, mela cotta con cannella, biscotti allo zenzero), con punte speziate (pepe nero, zenzero, un tocco di aneto). Non di gran corpo, con note erbacee che si intrecciano a quelle dolci con cenere, salamoia, limone, e tabacco combusto. Punta amarotica in lunghezza.
Finale lungo e salino, di cenere, scorza di limone, pasta frolla, note minerali e vegetali (tostate).
Posto che un campione di whisky così vecchio (e vale anche per gli altri) va sempre preso con le pinze, presenta una bella personalità isolana, con qualche richiamo a un classico Caol Ila, che un po’ si perde nella bevuta ma dona una bella persistenza. Carattere ed eleganza, come si addice a un classico.
Valutazione: 88/100
Port Ellen 1983 14yo Hart Brothers

Gradazione: 43%
Botti di invecchiamento: N/D
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Hart Brothers
Prezzo indicativo: € 1.000,00
Sito web ufficiale: hartbrothers.co.uk
Come tanti altri imbottigliatori indipendenti scozzesi, Hart Brothers nasce come bottega alla fine dell’800 vicino Glasgow, a Paisley, diventando prima blender nel 1964 e infine imbottigliatore una decina di anni dopo. Non è questo l’unico Port Ellen sotto l’etichetta, ma uno dei più giovani.
Note di Degustazione
Mare, profumo di mare, con il whisky io voglio giocare… Non sono sulla Love Boat, ma dal bicchiere emerge una dolcezza costiera molto marcata, tra iodio, ostriche, salamoia e miele agli agrumi, dove la torba si esprime in un distante falò di sterpaglia intrisa di mineralità da selce bagnata. Frutta polposa, tra mela, ananas, pesca e albicocca, con pasta frolla e tartelletta con crema al limone. Accentua la parte minerale nel tempo, con qualche spunto di cannella.
Al palato perde molta dell’amabilità dell’olfatto per virare verso evocazioni amarotiche, tra la radice di liquirizia e il caffè bruciato, con screziature di pepe nero, noce moscata e zenzero. Ribes, mela verde, limone, frutta secca (noci, mandorle), cacao amaro, legno tostato… le velleità costiere sono finite sul fondo, resta in primo piano la torba espressa nelle ramaglie bruciate, qui più evidenti. Corpo leggerino.
Finale abbastanza lungo e speziato, tra erba e pasta frolla bruciate, mela, frutta secca e una scia di sale.
Squilibrato e poco incisivo, perde di intensità nella bevuta laddove al naso mostrava una procace personalità, lasciando (letteralmente) un po’ di amaro in bocca.
Valutazione: 84/100
Port Ellen 1974 16yo Gordon & MacPhail

Gradazione: 40%
Botti di invecchiamento: N/D
Filtrato a freddo: N/D
Colorazione aggiuntiva: N/D
Proprietà: Speymalt Whisky Distributors Ltd.
Prezzo indicativo: € 1.600,00
Sito web ufficiale: www.gordonandmacphail.com
Sull’imbottigliatore poco da aggiungere, sulla bottiglia purtroppo le informazioni (come per le altre) sono scarsissime, d’altronde negli anni ’90 non è che fossero così generosi nei dettagli, ma facciamo comunque un bel salto indietro nella distillazione di quasi dieci anni.
Note di Degustazione
Al naso la torba è pungente e vivace, tanto iodio e punte medicinali con un fumo elegante da caminetto acceso e tocchi speziati di pepe, zenzero e noce moscata. Ed è proprio l’oceano a essere protagonista, con alghe, ostriche e cozze affumicate unite a scorza d’arancia, ananas, buccia di mela rossa, crema catalana, erbe aromatiche (timo, maggiorana) e una nota untuosa di fondo, sottile ma persistente, di olio di mandorle. Nel tempo, cresce la parte agrumata, con impressioni di marmellata di arance amare e mandarini. Pieno ed elegante.
In bocca la gradazione minima impatta pesantemente, complice probabilmente anche l’età della bottiglia, perdendo corpo senza quell’oleosità che l’olfatto lasciava presagire. L’animo costiero finisce in secondo piano, lasciando il palco a spezie e frutta secca (mandorla, pellicina di arachidi), castagne e gli agrumi come rappresentanti fruttati, con arancia in scorza e mandarini. Legna bruciata, crema catalana e liquirizia sul fondo, con una punta sapida e iodata in lunghezza che riporta l’oceano in primo piano.
Finale abbastanza lungo e secco, di braci spente, spezie, agrumi, frutta secca e sale.
Difficile confrontarsi con una bottiglia di oltre trent’anni, mai come in questo caso il “giudizio” andrebbe sospeso limitandosi a godere comunque della fortuna di aver provato un malto dell’epoca. Data la parte olfattiva davvero eccellente, do per buono che il calo in bevuta sia dovuto soprattutto all’età, lasciando un’esperienza comunque unica.
Valutazione: 86/100
Recensioni di whisky da Gordon&MacPhail
Port Ellen 1976 18yo Wilson & Morgan

Gradazione: 46%
Botte di invecchiamento: N/D
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Wilson & Morgan
Prezzo indicativo: € 1.400,00
Sito web ufficiale: www.wilsonandmorgan.com
Anche gli italiani Wilson & Morgan non necessitano di presentazioni, e anche qui poco o nulla si sa di questa bottiglia del 1995, dall’invecchiamento più importante di questa quaterna.
Note di Degustazione
Fresco e tagliente al naso, con penetranti note vegetali e minerali che si sviluppano tra erbe aromatiche (timo, maggiorana) e balsamiche (eucalipto, abete, propoli) con la complicità di frutta secca (noci, mandorle) e radice di liquirizia. La parte costiera si pone in secondo piano, con spunti iodati e medicinali che si intrecciano a una torba industriale più che fumosa, tra lo pneumatico e l’olio per motori, in una cornice di agrumi (scorza d’arancia candita, bergamotto). Sul fondo, marzapane, crema catalana e cedro candito. Pungente.
In bocca svela un lato più morbido, con una bella oleosità che trascina lemon curd e liquirizia dolce, infilzati in breve dalla lama minerale e iodata che riporta l’oceano alla ribalta, tramite ondate di salamoia, ostriche e alghe, con una macchia di petrolio che galleggia a pochi metri dalla riva. Il fumo è sommesso, sottile, più evidente in lunghezza, tra la gomma e il legno bruciati. Gli agrumi virano verso il limone, sempre a fare da cornice, con spunti speziati di pepe nero e aneto. Carciofi, che emergono a braccetto con le erbe aromatiche e una lieve inflessione balsamica.
Finale abbastanza lungo tra pepe, menta, tè earl grey, agrumi, mandorle, liquirizia, salamoia, braci spente.
Il più ricco e variegato dei quattro, incarna anime diverse quasi a completare gli altri assaggi in un unicum complesso e stratificato. Molto divertente.
Valutazione: 90/100
