
Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 40%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo: Sì
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Moet Hennessy
Prezzo: € 180,00 su Milano Whisky Shop
Sito web ufficiale: www.ardbeg.com
Scheda della distilleria
All’inizio di questo 2025, il Whisky Club Italia ha organizzato una degustazione online dedicata agli Ardbeg che furono, riprendendo alcuni imbottigliamenti realizzati con distillati provenienti dal periodo “oscuro” della distilleria, prima dell’arrivo degli attuali proprietari.
Nei primi anni della nuova gestione, nell’attesa che i nuovi alambicchi ridessero linfa al distillato, diverse sono state le edizioni realizzate con le botti già presenti nei malmessi depositi di Islay, tra cui il diciassette anni uscito tra il 1997 e il 2004, ricordato da molti come un malto memorabile.
Bill Lumsden, nume tutelare dell’Ardbeg contemporanea, ha deciso di imbarcarsi in uno dei suoi tanti progetti sospesi tra il genio e la supercazzola, provando a riprodurre lo stesso identico profilo di quell’imbottigliamento di tanti anni fa.
Blending di botti torbate e non, gradazione ridotta al minimo consentito, filtrazione a freddo, tutto riportato a come quell’Ardbeg 17yo veniva fatto fino a venti anni prima.
Uscito a settembre del 2024 per i soli membri dell’Ardbeg Committee, ma oggi ampiamente disponibile ovunque, vediamo se è solo fumo o ci sia anche dell’arrosto.
Note di Degustazione
Naso costiero e lievemente medicinale in cui abbondano frutti di mare, ostriche, cozze affumicate, alga Nori, olive taggiasche e una torba dalla pungenza elegante, un fumo terroso incisivo ma non soverchiante. In secondo piano la frutta, tra ananas, mela e pesca, con agrumi sparsi (lime, pompelmo), accompagnata da tè nero, vaniglia, spezie (pepe nero, cumino) e legno. In lunghezza, una sottile vena di gasolio. Curioso e invitante.
Al palato si percepisce subito la bassa gradazione, un corpo leggerino che a partire dalle spezie a basso regime (anice e zenzero su tutte) stempera i sapori, rendendoli sfuggenti e poco incisivi. Tutto il lato costiero appare quasi azzerato, lasciando sul campo un accento salino su agrumi, frutta bianca e tropicale, vaniglia, liquirizia, trucioli di legno e cenere. Reminiscenza di asfalto sullo sfondo.
Finale abbastanza breve e amarotico, di plastica bruciata, ananas, liquirizia, anice, cenere.
Non ho provato la versione originale, ma questa è un bignami sul perché non si dovrebbero ridurre certi single malt alla gradazione minima: c’era già stato il Blasda a ricordarlo, questo non fa che ribadirlo. Peccato perché il naso era elegante e abbastanza complesso da promettere ben altro, il palato sembra pensato per scontentare tutti, gli amanti di Ardbeg e quelli di una torba non invasiva.
Valutazione: 79/100
