Isola di Islay Kilchoman Scozia Whisky dai 50 ai 100 euro

Kilchoman Loch Gorm 2024

Recensione dell'edizione 2024 del torbato in sherry

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex sherry oloroso
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Kilchoman
Prezzo: € 99,00 su Whisky Italy
Sito web ufficiale: kilchomandistillery.com
Valutazione: 87/100

E siamo arrivati anche all’edizione 2024, la dodicesima, di questa versione in sherry di Kilchoman che prende il nome dal vicino lago scuro, maturata interamente in ex sherry oloroso con nove anni di invecchiamento (non dichiarati in etichetta), imbottigliata sul finire di marzo di quest’anno in 18.000 bottiglie.
Più parchi del solito nei dettagli sulla composizione delle botti, se non per le differenti dimensioni usate (butt e hogshead) e l’essere tutte first fill, come sempre provenienti dalla bodega José y Miguel Martin.

Note di degustazione

Torba carnosa e grigliata al naso, con tanto di salsa BBQ sparsa a piene mani su bacon e costolette, ma a sfrigolare ci si mettono anche un po’ di prodotti ittici, pesci più che frutti di mare, con una bella folata di salamoia a sugellare il primo impatto. La frutta è presente ma in secondo piano, con canditi (arancia, ananas), prugne e albicocche secche, mandarino maturo e more, unita a cuoio, noce moscata, cannella e una lievissima inflessione vegetale. Corposo e carico come ci si aspetta.
Al palato l’attacco speziato è di zenzero, paprika e pepe nero, con un trito di erbe aromatiche sparso sulle evocazioni carnivore e grigliate a fuoco vivo, con il fumo del legno che intride i sapori. Più presenti gli agrumi nel comparto fruttato, tra arancia candita e spremuta di sanguinella, con i frutti rossi a rinforzare la parte acidula, mentre sul fondo si raccolgono liquirizia dolce, cuoio, carrube e la parte costiera e salina che chiude il sorso.
Finale abbastanza lungo e frizzantino, con spezie, agrumi, cola, legno bruciato, frutti rossi, liquirizia e sale.

Una serie di cui è quasi “noioso” parlare tanto è costante la qualità, seppur con piccole variazioni di anno in anno che non vanno però a intaccare il matrimonio perfetto tra il distillato di Kilchoman e le botti ex sherry. Ognuno avrà di certo le proprie preferenze, ma almeno sulle ultime cinque annate che ho provato non si casca mai male.

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